lunedì 5 giugno 2017

Affetto Parma

Il sì a Federico Pizzarotti, e a Gabriele, Nicoletta, Cristiano...

L’endorsement verso Federico Pizzarotti è un piccolo grazie per 5 anni di fatica portati a termine con la leggerezza dei giovani e degli ottimisti.
Nel 2012 il Movimento 5 Stelle aveva vinto con sorpresa le elezioni comunali di Parma, battendo il candidato bollito del Pd.
Parmigiano è stato il primo governo importante del Movimento in Italia.
Ma Parma è stata una eredità amara, fatta di debiti enormi, guasti terribili, cantieri abbandonati.


I VaffaBoys si sono fatti su le maniche, senza lasciarsi mai abbattere, mentre il Movimento 5 Stelle li abbandonava, facendo mancare l’appoggio nazionale, il sostegno del gruppo e dei gruppi.
Forse la personalità di Pizzarotti metteva in ombra quella del capo, il suo essere fedele ai valori del movimento metteva in crisi una organizzazione ancora difettosa di vera democrazia e gestione tra pari.
Un enorme peccato per un partito che oggi può aspirare al governo del Paese ma che ha in sé ancora molti difetti di immaturità.
Davanti alle macerie di una città sull’orlo del fallimento i Pizza Boys si sono presi le responsabilità che i cittadini avevamo dato loro.
E sono passati all’azione.
Cinque anni di sfide e di sudore che hanno però riconsegnato ad una città prima smarrita l’orgoglio, la fierezza, la voglia di riscommettere sulle proprie eccellenze.
Così è stata vinta la battaglia sui rifiuti. Nonostante l’enorme inceneritore voluto dal Pd alle porte della città oggi Parma è all’80% di raccolta differenziata ed ha dimezzato la produzione di rifiuto indifferenziato.
Il suo modello di gestione è un esempio che ha travalicato i confini nazionali, con l’assessore Folli invitato a spiegare il miracolo di una città di 200 mila abitanti che applica il porta a porta con tariffazione puntuale senza un solo cassonetto in strada. Un assessore con la A maiuscola.
Così dai tetti di tutte le scuole è stato eliminato l’amianto (8.500 mq) e molte di esse sono state ristrutturate (17), alcune ricostruite, trasmettendo un forte messaggio sull’attenzione del governo alla cura del nostro futuro, con un enorme impegno sul settore educativo da parte dell'assessore e vicesindaco Nicoletta Paci.
Così sono state chiuse tante società partecipate svilite da debiti e investimenti creativi, riducendo il debito del comune del 50%.
Così si sono creati molteplici eventi e sinergie per il rilancio del turismo e dell’incoming registrando un impressionante incremento di arrivi e presenze (+25%), una città di nuovo attrattiva, terza in regione dopo Rimini e Bologna.
Una fra tutte le iniziative riuscite “Parma Città Creativa della gastronomia Unesco”, sotto la regia dell'assessore Cristiano Casa.
Così si sono mantenuti i servizi nonostante il calo drastico dei contributi statali riuscendo a mantenere alto il livello qualitativo.
Così è stato risanato il teatro Regio riportando pubblico e incrementando le rappresentazioni, rafforzando il festival Verdi, sostenendo il sistema teatrale.
Così è stata aperta la casa comunale rendendo trasparente ogni atto di governo, tutto online sul sito istituzionale.
Così sono stati finanziati progetti proposti dai cittadini.
Così è stato approvato il piano strategico di mobilità sostenibile.
Così la città si è distinta per l’attenzione alle pari opportunità, concretizzando nel quotidiano l’articolo 3 della nostra Costituzione.
Si meritano un secondo giro. E se lo merita anche la città, oggi libera di affrontare le sfide future con rinnovato vigore e motivata fiducia.
E con risultati di eccellenza che ci invidiano in tanti.
Se lo merita Federico Pizzarotti, sindaco che trascorsi 5 anni non ha smesso di essere cittadino a servizio dei cittadini e non ha cambiato di una virgola il suo atteggiamento di semplicità, schiettezza, realismo.
Dimostrando affetto per la città.