domenica 7 agosto 2016

Applausi a sacco aperto

Il rifiuto rifiutato

E' ancora scontro aperto con i nostri rifiuti.
Siamo noi a produrli ma vorremmo che fossero altri ad occuparsene.
Sostengono alcuni: “Paghiamo salato il servizio, ci pensino loro”.
Trattiamo i nostri rifiuti ancora con un vecchio metro di giudizio.
Ciò che scartiamo diventa seduta stante sporco, puzzolente, intoccabile.
Come uno di famiglia che ha frequentato casa fino a pochi istanti prima di essere considerato un paria.


Piace molto criticare il sistema di gestione dei rifiuti.
Perché fa audience, raccoglie con certezza adesioni, al di là delle posizioni politiche.
Criticare il sistema di gestione dei rifiuti è sparare sulla croce rossa: centro garantito.
Basta proporre un unico enorme cassonetto stradale, dove poter gettare qualunque cosa vogliamo scartare, a qualunque ora del giorno e della notte.
Applausi a sacco aperto.
Soffermandosi sulle notizie da nord a da sud, si lamenta chi non ha la differenziata e chi ce l'ha, chi ha il porta a porta e chi non ce l'ha, chi è al 10% di differenziata come chi è all'80%.
Perché, come detto sopra, siamo ancora in una cultura di rifiuto del rifiuto, di errata identificazione dell'oggetto.
Il rifiuto un attimo prima dell'averlo scartato era cibo, profumato e fragrante sulle nostre tavole.
Il rifiuto appena scartato era un imballaggio, proteggeva i nostri acquisti, ne permetteva l'uso e la conservazione.
Il rifiuto appena scartato era un arredo, un giocattolo, un flacone di profumo, un cd.
Il rifiuto non era rifiuto e neanche lo diventa.
Il rifiuto rimane quello che era: plastica, carta, cartone, materia organica, vetro, tetrapack.
Può essere ancora utilizzato, mantenendo il suo valore intrinseco.
Basta separarlo in mucchi omogenei in modo che raggiunga la piattaforma corretta di riciclo.
Se attribuiamo il corretto valore agli scarti smettiamo di considerarli spazzatura e cambiamo completamente atteggiamento, vedendoli finalmente per quello che sono.
Perché il modo di gestire gli scarti incide direttamente sulla bolletta che la nostra amministrazione locale sarà tenuta a pagare al gestore dei rifiuti.
Se gestisco correttamente i miei scarti la bolletta sarà positiva, altrimenti il mio comune dovrà pagare il conto, che poi farà pagare a noi contribuenti.
I cittadini hanno l'opportunità quindi di scegliere se perdere o guadagnare dalla gestione dei rifiuti.
Una democrazia diretta senza eguali.
Osserviamo ogni giorno lo sperpero di denaro pubblico, quindi nostro.
Ai lati delle strade fioriscono rifiuti di ogni genere, che automobilisti senza dignità hanno provveduto a lanciare dai finestrini.
Davanti alle tabaccherie molti fumatori si liberano con gesto naturale di plastiche a cartine che imballavano il loro pacchetto di sigarette. Gli stessi cultori del tabacco riempiono l'ambiente di cicche inquinanti, ricche di sostanze chimiche, che inquineranno i terreni per anni.
Guardate i fossi, le spiagge, i fiumi e i mari, e le loro collezioni di porcherie.
Camini di impianti obsoleti bruciano sena tregua materiali riciclabili, rilasciando in atmosfera migliaia di sostanze inquinanti.
Si bruciano perfino le munizioni.

E il pianeta non ringrazia.