domenica 21 agosto 2016

Sacchi neri e pifferai magici

Se fosse così facile come nelle fiabe, non saremmo qui a parlarne un giorno sì e l'altro pure.
Non esiste il pifferaio suadente che ammaestri i sacchi dei rifiuti o, meglio ancora, i latori degli stessi, convincendoli al rispetto delle regole.
Nella raccolta differenziata, Parma brilla a livello nazionale per i risultati sorprendenti del suo sistema (oltre il 75% di RD), tali da richiamare commissioni internazionali interessate a simili percentuali e da rinvigorire tutto il Movimento sostenitore della strategia “Rifiuti Zero”, che oggi l’Europa reclama a gran voce, promuovendo al tempo stesso l'economia circolare: ogni genere di rifiuto rappresenta un errore di progettazione e non un destino ineluttabile; ogni oggetto deve poter essere recuperato e reimmesso al consumo attraverso le operazioni ormai note della riparazione, riuso, riciclo.
E' la lezione partita molti anni fa da Capannori (Lucca) e che oggi coinvolge 224 comuni italiani (4,7 milioni di abitanti) di tutti gli schieramenti politici, riuniti in Zero Waste, il movimento guidato da protagonisti assoluti come Rossano Ercolini, Paul Connett, Enzo Favoino, Patrizia Lo Sciuto.
Ma, ovviamente, non esistono sistemi perfetti e occorre tempo per raggiungere l'eccellenza (un valore prossimo al 100% di riciclo effettivo), considerato che senza il contributo legislativo nazionale e regionale, il traguardo non sarà facilmente raggiungibile nel breve periodo.
Va anche sottolineato che da quando a Parma è stato attivato il Porta a Porta sono stati introdotti diversi aggiustamenti per far fronte alle criticità emerse ed adattare il sistema alle esigenze dei cittadini dei vari quartieri (vedi ad esempio le eco station o i ritiri più frequenti in centro).
Il Porta a Porta (con tariffazione puntuale) è l'unico strumento davvero vincente se lo scopo concreto delle amministrazioni locali è quello di azzerare i rifiuti.
Il Porta a Porta affida la prima differenziazione dei rifiuti ai cittadini, che diventano “esperti di rifiuti”, o meglio di materiali da scartare, indirizzando ogni oggetto e materiale al suo flusso specifico.
Una ricetta semplice che porta con sé 3 risultati eclatanti: si incrementa il tasso di riciclo, cala in modo drastico il rifiuto residuo, si verificano importanti benefici ambientali, oltre ad una sensibile riduzione dell’importo della Tari.
L'incremento dei materiali riciclati ha come diretta conseguenza maggiori introiti nelle casse comunali: i materiali prodotti dal Porta a porta hanno molto valore, perché sono più puliti e di conseguenza più pagati dai Consorzi del riciclo (Co.Re.Pla., Co.Re.Ve., etc.).
Il calo del rifiuto residuo fa risparmiare tanti soldi, perché diminuiscono in modo importante i conferimenti in discariche ed inceneritori e l'ambiente tira letteralmente un sospiro di sollievo, poiché si riducono gli inquinanti prodotti da questi sistemi di smaltimento molto impattanti.
Ma nel Porta a Porta i pifferai non sono certo previsti.
Se un cittadino non rispetta le regole il sistema ovviamente ne risente.
Il sacco abbandonato, come i mozziconi buttati a terra o i rifiuti gettati dai finestrini, sono gesti di inciviltà dei singoli, non imputabili al sistema adottato.
Con pazienza certosina va intercettato chi per motivi vari (per es. utenti evasori) ostinandosi a non rispettare le regole, fa pagare alla collettività la propria personale indifferenza.
In materia di rifiuti oltre che richiamare la responsabilità dei produttori di imballaggi e beni di consumo, sicuramente occorre rimarcare il senso di responsabilità civica di ognuno di noi, che si deve assumere la responsabilità della corretta selezione e conferimento dei propri scarti.
E per gli irriducibili del degrado nessun magico pifferaio, ma solo salate sanzioni.

lunedì 15 agosto 2016

C'è tutto un mondo intorno

Mai le persone reali saranno all'altezza dei bit

Non presenti nel presente.
Stiamo cadendo tutti (o quasi) nella trappola della connessione perpetua.
Siamo costantemente “attaccati” ad uno schermo, telefonico, tablet o pc che sia, e gli effetti li possiamo vedere a tutte le ore, ovunque poniamo lo sguardo.
Capi chini, colli inclinati, sguardi disconnessi dal qui e ora.
La connessione perpetua fa rima con disconnessione dal reale.
Le scene sono consuetudine.


Ogni persona con il proprio terminale, che vive di ciò che trova dentro lo schermo, isolandosi dal luogo in cui è.
Ai tavoli dei ristoranti e nelle sale colazioni degli hotel, nelle reception, alle fermate degli autobus, sui treni, sugli autobus, in spiaggia, al bar, negli uffici pubblici, tra il pubblico degli spettacoli, conferenze, incontri.
Ovunque e in qualunque momento, come se avessimo l'angoscia di avere anche solo un momento di distrazione, di vuoto, di “non ho niente da fare”.
Così è sempre un non qui, non ora.
Non presenti, quindi non consci di cosa vediamo, di dove siamo, di chi abbiamo accanto, del mondo che ci circonda e delle meraviglie che ha in sé.
Il contatto virtuale è semplice, ci libera dal porre tutto noi stessi di fronte all'altro.
Una chiacchierata via uots permette di cesellare il dialogo, di nasconderci, di rimandare sine die il confronto reale, di conoscere senza conoscere chi è al di là dallo schermo.
Con la conseguenza che poi la realtà ci annoia, mai così colorata e cangiante come il mondo irreale virtuale. La droga raffinata dello schermo ci nasconde il reale, offuscandone le tinte meravigliose.
Mai le persone in carne ed ossa saranno all'altezza di quelle “conosciute” via bit.
Eppure... c'è tutto un mondo intorno.

domenica 7 agosto 2016

Applausi a sacco aperto

Il rifiuto rifiutato

E' ancora scontro aperto con i nostri rifiuti.
Siamo noi a produrli ma vorremmo che fossero altri ad occuparsene.
Sostengono alcuni: “Paghiamo salato il servizio, ci pensino loro”.
Trattiamo i nostri rifiuti ancora con un vecchio metro di giudizio.
Ciò che scartiamo diventa seduta stante sporco, puzzolente, intoccabile.
Come uno di famiglia che ha frequentato casa fino a pochi istanti prima di essere considerato un paria.


Piace molto criticare il sistema di gestione dei rifiuti.
Perché fa audience, raccoglie con certezza adesioni, al di là delle posizioni politiche.
Criticare il sistema di gestione dei rifiuti è sparare sulla croce rossa: centro garantito.
Basta proporre un unico enorme cassonetto stradale, dove poter gettare qualunque cosa vogliamo scartare, a qualunque ora del giorno e della notte.
Applausi a sacco aperto.
Soffermandosi sulle notizie da nord a da sud, si lamenta chi non ha la differenziata e chi ce l'ha, chi ha il porta a porta e chi non ce l'ha, chi è al 10% di differenziata come chi è all'80%.
Perché, come detto sopra, siamo ancora in una cultura di rifiuto del rifiuto, di errata identificazione dell'oggetto.
Il rifiuto un attimo prima dell'averlo scartato era cibo, profumato e fragrante sulle nostre tavole.
Il rifiuto appena scartato era un imballaggio, proteggeva i nostri acquisti, ne permetteva l'uso e la conservazione.
Il rifiuto appena scartato era un arredo, un giocattolo, un flacone di profumo, un cd.
Il rifiuto non era rifiuto e neanche lo diventa.
Il rifiuto rimane quello che era: plastica, carta, cartone, materia organica, vetro, tetrapack.
Può essere ancora utilizzato, mantenendo il suo valore intrinseco.
Basta separarlo in mucchi omogenei in modo che raggiunga la piattaforma corretta di riciclo.
Se attribuiamo il corretto valore agli scarti smettiamo di considerarli spazzatura e cambiamo completamente atteggiamento, vedendoli finalmente per quello che sono.
Perché il modo di gestire gli scarti incide direttamente sulla bolletta che la nostra amministrazione locale sarà tenuta a pagare al gestore dei rifiuti.
Se gestisco correttamente i miei scarti la bolletta sarà positiva, altrimenti il mio comune dovrà pagare il conto, che poi farà pagare a noi contribuenti.
I cittadini hanno l'opportunità quindi di scegliere se perdere o guadagnare dalla gestione dei rifiuti.
Una democrazia diretta senza eguali.
Osserviamo ogni giorno lo sperpero di denaro pubblico, quindi nostro.
Ai lati delle strade fioriscono rifiuti di ogni genere, che automobilisti senza dignità hanno provveduto a lanciare dai finestrini.
Davanti alle tabaccherie molti fumatori si liberano con gesto naturale di plastiche a cartine che imballavano il loro pacchetto di sigarette. Gli stessi cultori del tabacco riempiono l'ambiente di cicche inquinanti, ricche di sostanze chimiche, che inquineranno i terreni per anni.
Guardate i fossi, le spiagge, i fiumi e i mari, e le loro collezioni di porcherie.
Camini di impianti obsoleti bruciano sena tregua materiali riciclabili, rilasciando in atmosfera migliaia di sostanze inquinanti.
Si bruciano perfino le munizioni.

E il pianeta non ringrazia.

venerdì 5 agosto 2016

Ho cenato a Mercatiamo

Ho passato il pomeriggio in compagnia di Mercatiamo e di Wopa, lo spazio dell'ex Manzini che ospita, da un anno ormai, il mercato di produttori locali.
L'ex Pasubio è un luogo unico a Parma. La fu fabbrica trasuda fatica e vita, luoghi sperimentati, spazi fuori del comune che lasciano vagare in libertà il sogno.


Sono state ore ben spese a riscoprire agricoltori appassionati del loro lavoro, a conoscere visi franchi e storie di alzate quando ancora fa buio, per aspettare il calar del sole tra un filare e l'altro.
Perché è la terra che genera i frutti migliori, non c'è industria o grande distribuzione che tenga.


Perché ho preso verdure che questa mattina erano ancora in campo e frutta che ancora all'alba di questo giorno soggiornava sull'albero.
E allora non c'è storia.
Vedo le mani di chi coltiva, cresce e accudisce ciò che mangerò questa sera.
Perché mi porto a casa una cena con i fiocchi.
Anticipata da focaccia e torte di verdura, accompagnate da birra artigianale, tutto made in Mercatiamo, insieme agli amici che questo anno ci ha regalato senza chiedere nulla in cambio.
Una cena che oggi non solo possiamo sognare ma anche gustare con facilità.
Insalata croccante e rosso cuore di bue, con olio extravergine di oliva della Lunigiana.
Pane ai cereali a pasta madre e croccanti cracker al sesamo.
E torte di patate, di riso, di erbetta, insieme al morbido prosciutto di maiale nero.
Cetrioli, zucchini, fiori di zucca, peperoni, zucche saporite per il risotto.
Susine gialle deliziose, e pesche, nocipesche, fichi, pere.
E crostata di frutta e al cioccolato e pere.
E il vino, prosecco o lambrusco per tutti i palati, per fare compagnia all'altezza ai cibi squisiti.
Riscopro i sapori delle stagioni e il gusto che credevo sparito per sempre dai prodotti dalla terra.
Riscopro il valore della frutta colta matura, della foglia verde ancora croccante e densa di gusto, dei pomodori antichi ricchi di sapore dolce, dei peperoni da accompagnare a una pasta o da gustare soli, delle melanzane saporite e dei cocomeri dolcissimi e pieni di estate.
Mercatiamo si ferma due settimane, il prossimo appuntamento è per venerdì 26 agosto, in via Palermo 6 (entrata su via Catania), dalle 16 alle 19,30, per godere dei frutti della natura, quando natura li crea.

Io intanto ho fatto scorta.