lunedì 3 agosto 2015

Di lotta e di sgoverno

Chi è contro la raccolta differenziata stima i gamberi,
noi preferiamo la gazzella

Parma è agli onori della cronaca nazionale per il suo sistema di raccolta differenziata.
E' la prima città di queste dimensioni che sia riuscita ad applicare il porta a porta in tutto il suo territorio, e da luglio anche la tariffazione puntuale.
Un percorso diritto, veloce, convinto, verso rifiuti zero, scarti zero, verso il riciclo totale dei materiali.


Un percorso che ha nomi e cognomi.
Quello di Gabriele Folli, assessore di Parma all'ambiente, quello di grandi esperti del settore, come Rossano Ercolini, Roberto Cavallo, Enzo Favoino, Raphael Rossi, Mariella Maffini, Walter Ganapini.
Hanno tracciato la strada, quella giusta.
Siamo così al top in Italia e forse anche oltre, la città presa ad esempio dalle altre comunità, onore non da poco.
Ma c'è chi vuole raccogliere firme contro questo sistema, contro la raccolta differenziata, perché la città è sporca.
Diamo per scontato che tutti siano d'accordo che si debba migliorare sempre di più.
Colpire i furbetti e i maleducati, innalzare l'asticella il più possibile.
Perché i rifiuti devono diventare solo un brutto ricordo.
Ma tornare indietro no, all'età della pietra preferiamo l'oggi.
Un consigliere di minoranza possiede una ricetta.
Naturalmente non la espone agli incontri organizzati appositamente per raccogliere suggerimenti, perché lui non si è mai scomodato.
Ha la scienza infusa e la conferenza stampa gli è più congeniale.
Il nostro in campagna elettorale si era manifestato abbastanza contro l'inceneritore, anche se in giacca e cravatta per non creare eccessivo scompiglio.
Ora sembra quasi che preferisca il grande rogo di Ugozzolo a qualche sacchetto abbandonato qua e là.
Scambierebbe volentieri i 144 mila metri cubi all'ora di aria sporca per qualche marciapiede meno ingombro.
Noi invece siamo degli inguaribili sostenitori del contrario.
Siamo convinti che il residuo rappresenti un errore di progettazione e che gli errori vadano sanati, non nascosti in una caldaia e sparati in cielo come gas venefici.
Nulla va bruciato, perché la combustione equivale alla morte dei materiali, con tutto l'enorme spreco che ne consegue.
Noi invece vogliamo ridonare vita a quegli scarti, perché anche se stropicciati rimangono ciò che erano in origine: plastica, carta, metallo, organico.
La raccolta differenziata è vita, l'inceneritore è morte.
La raccolta differenziata non può essere merce di battaglia politica.
E' una battaglia di civiltà.
Non c'è spazzatura di destra o di sinistra.
La ricetta vincente è una sola e il suo nome è porta a porta.

Chi è contro stima i gamberi, noi preferiamo la gazzella, o la bicicletta, e pedaliamo avanti.