venerdì 24 luglio 2015

Mangia la foglia, bio piacevolezze nel cuore di Parma

Insieme alla cara amica Elisabetta Ricci, sono finalmente riuscito a visitare, per la prima volta, Mangia La Foglia Bio, la “cucina per vivere meglio” di via Bixio 17 a Parma, bio gastronomia governata delle altrettanto vicine Lorenza Allari e Patrizia Ziveri.
Sotto i raggi lancinanti di questo luglio bollente, siamo arrivati giusto in tempo per occupare gli ultimi posti vacanti, accolti, oltre che dal sorriso di Lorenza e Patrizia, dai profumi delicati di spezie, aromi, sentori di “buono cucinato bene”.


Arredamento in legno riciclato, precise scelte di basso impatto ma di calda accoglienza e convinta allegria.
Burger di lenticchie con verdure saltate, pomodoro ripieno con miglio e verdure, riso venere con verdura e crema di zucchine, spaghetti di farro alla carbonara vegan, polpettine di melanzane e mandorle, pane multicereale con semi e fiocchi di avena, insalata russa vegan, cheese cake alle pesche.
La vetrina è un panorama multicolore che confonde la scelta.
I sapori sono delicati, equilibrati, gli ingredienti si intrecciano senza scontrarsi tra loro, anzi esaltano la composizione mettendo ognuno il proprio personale contributo.


Mangiar bene dà gioia e qui si mangia rilassati, chiacchierando con i vicini di tavolo come se già ci conoscessimo, ospitando a fianco i nuovi arrivati, sentendo “fisicamente” che questi cibi buoni di sapore sono buoni anche “dentro” e ti fanno bene, ti rasserenano con il mondo.
Patrizia e Lorenza sembrano la coppia perfetta per questo locale e si capisce subito che padroneggiano la materia senza esitazioni, anche grazie alle loro importanti esperienze passate.


Mangia la foglia non è passato inosservato e anche Tg5 Gusto ha avuto modo di evidenziare le loro ricette e preparazioni made in Parma.
Semplicità e complessità. Tutti naturali gli ingredienti di questa cucina che è capace di dirigere con maestria un'orchestra di gusti e colori.
Chiudiamo con un caffè d'orzo intenso e saporito, come intensa e saporita è stata questa visita.


Chi ancora sostiene che la cucina naturale, vegetariana, vegan sia grigia e insapore si faccia un giro da queste parti. Rimarrà stupito e si convincerà, piacevolmente, del contrario.
Mangia la foglia consegna in bici con La Sajetta, è disponibile per catering, avvenimenti, compleanni, eventi, corsi di cucina, in luglio chiude alle 15,30.
Qualche chicca: no microonde, no frizer, tutto cucinato fresco la mattina per il pranzo.
Come a casa.
Ovviamente MlF è un locale a zero rifiuti: i piatti come le posate vanno nel compost.
Il sito è mangialafogliabio.com
Che ci resta da dire: questa foglia ha davvero mille sapori.

Una bella sorpresa.

martedì 21 luglio 2015

Cassonetti intelligenti, favole moderne

Forte dei Marmi, Versilia, ha da anni un efficace sistema di raccolta differenziata porta a porta.
Vengono recuperate a domicilio le frazioni di plastica, vetro, carta-cartone, tetrapack e indifferenziato.


A Vittoria Apuana insisteva però fino all'estate scorsa un'isola ecologica open hair, che altro non era che una serie di cassonetti interrati con bocche esterne suddivise per tipologia di rifiuto.
I cosiddetti cassonetti intelligenti, quelli che a Parma l'opposizione indica come soluzione ottimale alla gestione dei rifiuti domestici.
Il top del top, secondo i fenomeni locali.


L'isola ecologica di Vittoria Apuana è stata immortalata innumerevoli volte letteralmente “sommersa” di rifiuti di ogni genere, che residenti e vacanzieri solerti collocavano alla rinfusa, in enormi cumuli maleodoranti.
I cassonetti intelligenti...


Talmente tali che quest'anno l'amministrazione ha preso una drastica decisione: chiudere l'isola.
Con tanto di avviso che indica nella maleducazione il casus belli che ha portato allo stop.


L'isola che non c'è più è ora transennata ma non mancano regali tardivi dei vacanzieri disattenti.
La soluzione dei rifiuti è nella nostra mani, nelle dieci dita che con poche e semplici manovre consentono di differenziare ciò di cui non abbiamo più bisogno avviandolo nella corretta corsia che porta al riciclo.
Ci sono ancora difetti, ma sono a monte.
Se si permette ancora di produrre materiali non riciclabili o di difficile gestione qualcosa rimarrà sempre.
Se non si ribalta il pensiero comprendendo che i rifiuti hanno ancora un valore economico non indifferente, li considereremo ancora ciò che non sono, scarti da gettar via.
O da bruciare.
Con conseguenze pesanti sul benessere nostro e dei nostri figli.

lunedì 20 luglio 2015

Gazzolo, raccontane un'altra

La regione Emilia Romagna vuol dimostrare vicinanza ai cugini liguri: venite pure a bruciare da noi.
Ovviamente senza chiedere cosa ne pensino i cittadini dell'Emilia Romagna, abituati da tempo a rimboccarsi le mani e a gestirsi i rifiuti correttamente, riciclandoli e riducendone la produzione.
Perché magari gli emiliano-romagnoli ne hanno già abbastanza dei propri di fumi, quei miasmi che a Vercelli provocano il cancro (lo scrive Arpa) e da noi forse uguale.


O il fumo padano è più misericordioso?
L'assessora Paola Gazzolo pensa di regolare la questione senza alzare polveroni.
Quattro righe di intesa con le multi utilities locali, Hera e Iren, e il colpo di genio è cosa fatta.
Ci si chiede a che cosa possa servire applicare una corretta gestione dei rifiuti (e sono gli stessi gestori a spingere in tale senso nelle colorate istruzioni d'uso: ridurre, ridurre, ridurre), se poi ciò che manca al forno, perché portato giustamente a riciclo, entra dalla porta di servizio, accompagnato da un profumato odore di soldi, che copre l'olezzo disgustoso che proviene dalla terra dei navigatori.
Perché bruciare fa business, e porta quattrini anche ai risicati bilanci degli enti locali.
Che si trovano in evidente e lampante conflitto di interessi.
Bruciare e guadagnare o spegnere i forni ma anche i dividendi?
A Parma il sindaco Pizzarotti è stato molto chiaro: non baratto euro con salute.
E ha ragione anche l'assessore Folli a tuonare contro la regione a palle incatenate.
Perché la verità fa male ma ci rende liberi.
Un parco macchine eccessivo, e nessuno sa come cavarsela.
Troppi inceneritori costruiti senza programmare il futuro, senza guardare aldilà della punta del naso.
Chi lo sosteneva era cacciato nell'angolo delle cattive Cassandre.
A Parma ne bastava mezzo già nel 2005, pensate ora con la differenziata al 70%.
Pensate che nonostante tutto l'ambaradan di questi anni a Ugozzolo hanno costruito solo il forno inceneritore e niente altro del progetto autorizzato.
Pensate che ancora oggi esportiamo rifiuti, checché se ne dica: l'umido dell'indifferenziato, le scorie dei processi di filtrazione, l'organico, tutti i materiali del riciclo che dopo la selezione in loco prendono altre vie.
Poi esportiamo l'aria del camino, ma come diceva il direttore di Arpa qualche anno fa, è solo vapore acqueo.
Vercellesi rassegnatevi: lo dice la scienza.
Quindi assessora Gazzolo, ce ne racconti un'altra.

Siamo tutt'orecchi.

sabato 18 luglio 2015

Chini, distanti, lontanissimi

La questione non è per niente nuova.
Sta però raggiungendo oggi dei picchi particolarmente allarmanti.
Perché tutti, o quasi, ne siamo partecipi, primattori, protagonisti.
Il “sempre connesso” sta modificando le nostre abitudini, i nostri gesti, le nostre relazioni, il nostro modo di vivere, la nostra vita.
Te ne accorgi per la strada, fateci caso.
Tutti con il capo reclinato.


Non vedi cosa fanno, ma è evidente, perché hanno tutti lo stesso atteggiamento, le stesse movenze.
Da una certa età in giù è una epidemia, una pandemia.
Folgorati sul sellino della bici, bloccati come automi senza pile agli angoli delle strade, noi siamo altrove, siamo non presenti.
Perché la connessione ci trascina altrove.
E' ormai abituale vedere guidatori con gli occhi altrove rispetto al parabrezza.
Ciclisti che messaggiano come se fosse l'ultimo testamento.
A tavola non ci si guarda.
Più brillante lo schermo da 5 pollici.
Risolto il problema dei viaggi lunghi con i bambini.
Soste tra il primo e secondo tempo, tra una partita di non so cosa e l'altra.
A colazione ognuno ha il suo gingillo, il totem meraviglioso che ti trasporta via, ti da tutto quello che desideri, senza pretendere nulla in cambio, a parte la tua esistenza.
La realtà è più grigia e faticosa.
Il virtuale invece per definizione è come noi lo vogliamo, adattabile e modificabile a nostro piacimento.
Io non lo so se le mie considerazioni sono semplice catastrofismo di cinquantenne ormai non più al passo con i tempi.
Whatsapp e compagni sono strumenti straordinari.
Ma dobbiamo, come si dice, mantenere i piedi per terra.
Le persone le dobbiamo incontrare, sentire la loro voce, poterle accarezzare.
Perché essere uomini significa questo.
Condurre una vita reale, fatta di sensazioni, parole, abbracci e magari anche cazzotti.
Ma senza il reale siamo come sospesi.
Quando ci si sveglia è tutto così grigio e amaro.
Ma la vita è quest'ultima.
Wim Wenders, “Fino alla fine del mondo”, aveva visto avanti.

Era il 1993... vent'anni fa.

Sporco Diario
18 luglio 2015
nel giorno di Rigoletto

mercoledì 15 luglio 2015

Talking head

Un megafono per amico

Difficile dormire quando Francesco è al microfono.
E Nessun Dorma lo aveva come speaker corner.
Francesco Barbieri, leader di un movimento che nasce prima della nascita del camino e gli sopravvive, nonostante gli sbuffi neri, a Ugozzolo.


Fra, uno che si fa amare o odiare, senza mezze misure.
Perché la misura, quando è la salute al centro, non esiste.
Non ci sono visioni bilaterali sui camin che fumano.
Fanno male, vanno spenti.
Punto.
Francesco lo ripete da anni.
E' volato a San Francisco, ha conosciuto e si è fatto amico dei grandi dell'ambientalismo, vive barricato nell'unica farmacia parlante di Parma, in via Gramsci, da cui sabato le parole di Lorenzo Tomatis non lasciano spazio al dubbio: “Inceneritori, scandalo sanitario”, “Inceneritore rischio per i bambini”.
I no termo di Parma sarebbero un'altra cosa senza Francesco.
E chi lo conosce ne apprezza la determinazione e la dolcezza in un mix di rara intensità.
Dal suo trespolo sabato scorso ha usato il martello, come sempre.
Accalorandosi -il meteo aiutava-, sui temi della salute e dell'ambiente e della responsabilità.
Quella che tutti i decisori sembrano dimenticare quando viene l'ora delle firme.
In piazzale della Pace la busta per Fritelli aveva la sua firma.
Dentro di essa la diagnosi della Federazione dei Medici dell'Emilia Romagna, che già nel 2007 avevano richiesto di fermarsi, di non accenderne più.
Appello ignorato cui seguono in questi giorni le cifre mortuarie dell'inceneritore di Vercelli, che a norma di legge ha inquinato e ucciso nei suoi pressi, molteplici volte.
Francesco Barbieri è ormai una bandiera nota oltre i confini della nostra provincia.
Perché quando la passione ti brucia dentro, tutto avvampa e una luce vivida fuoriesce.

Francesco, forza della natura, non ti fermare.

lunedì 13 luglio 2015

La fitta rete di Nessun Dorma

Note a margine della manifestazione dell'11 luglio a Parma
Prove di coalizioni virtuose

Non è stato facile portare in piazza l'11 luglio tante persone a manifestare contro l'inceneritore.
Eppure un migliaio di attivisti si sono ritrovati nell'estiva e bollente Parma per dire no alla richiesta di Iren di ampliare la capacità del forno da 130 a 195 mila tonnellate, e per ribadire il no a trasformare Parma nella pattumiera d'Italia.


Più che sui numeri del corteo, variopinto, allegro, determinato, vogliamo qui ragionare sul dopo manifestazione, per trarre alcuni spunti di riflessione.
Il dato maggiormente eclatante è l'emergere evidente di una rete nazionale che conta oggi molte migliaia di convinti attivisti dispersi per l'Italia ma pronti a dare il proprio contributo anche nel solleone.
Un grande popolo potente in potenza, anche se ancora inconsapevole di sé.
E' l'Italia che al no alle pratiche inquinanti antepone proposte alternative come la raccolta differenziata porta a porta e la tariffazione puntuale, che con dati alla mano facilmente riscontrabili, dimostra la bontà, la concretezza e l'efficacia del sistema.
A Parma il PaP sta mettendo a stecchetto il camino.
Ed è la proprio la città di Parma il laboratorio nazionale dei no termo.
Con il suo 70% di differenziata la città è diventata leader a livello nazionale delle buone pratiche.
E' una città virtuosa e riciclona, con relativi premi e iscrizioni ai club dei migliori.
Un percorso che ha preso avvio l'indomani della vittoria del Movimento 5 Stelle, con Federico Pizzarotti sindaco e Gabriele Folli assessore all'ambiente, quest'ultimo reduce dall'esperienza di attivista in Gestione Corretta Rifiuti, l'associazione che dal 2006 lotta contro il progetto di Ugozzolo senza mai arretrare.
Un percorso, quello del comune, fulmineo, che ha trasformato in pochi mesi il sistema cittadino di raccolta dei rifiuti da stradale in porta a porta spinto con infine l'applicazione della tariffazione puntuale e l'eliminazione totale dei cassonetti stradali.
Un percorso che ha dimostrato l'evanescenza delle futili motivazioni dei contrari, dimostrando che i costi del porta a porta sono addirittura inferiori al sistema stradale, i guadagni per i materiali recuperati sono in forte crescita e premiano le casse comunali con il risultato di un calo drastico dei rifiuti a smaltimento, il vero goal cui oggi va indirizzata l'attenzione.
Parma, 180 mila abitanti, dimostra la fattibilità del sistema e la sua efficacia, aprendo un nuovo scenario per la gestione dei rifiuti a livello nazionale.
Quanti inceneritori andrebbero spenti se il resto d'Italia copiasse Parma?
Sabato scorso abbiamo visto da vicino la rete dei virtuosi d'Italia.
Abbiamo visto le mamme no inceneritore di Firenze, che stanno mettendo in difficoltà l'amministrazione locale, ovviamente targata Pd, intenzionata a realizzare un nuovo camino.
Abbiamo ascoltato le parole ispirate di Patrizia Lo Sciuto, volata da Trapani a Parma per portare la solidarietà di Zero Waste anche dal Sud. Ci ha ricordato che riciclare è portare vita, incenerire è portare morte.
Il corteo era aperto da due sindaci. Il padrone di casa Pizzarotti ha ribadito sul palco che la salute dei cittadini non ha prezzo e va respinto ogni ragionamento che antepone il business ai valori fondamentali come quelli dalla salubrità.
Il sindaco di Rivalta Mauro Marinari vive l'esperienza del secondo inceneritore più grande d'Italia, sempre a gestione Iren, che potrebbe anch'esso raddoppiare con le facilities dell'articolo 35 dello Sblocca Italia,
Rossano Ercolini, insignito nel 2013 del Goldman Prize per l'Ambiente, ha ricordato a noi parmigiani quali siano i valori fondamentali della nostra economia (parmigiano, prosciutto, bellezza e ambiente pulito) mettendo in dubbio il futuro degli stessi capisaldi con la presenza ingombrante dell'impianto che fa ombra perfino ai mulini bianchi poco più avanti.
Legambiente nazionale, con il vicepresidente Stefano Ciafani, fa ora parte della grande rete di opposizione ai forni, dopo un lungo percorso di avvicinamento.
Bengasi Battisti è il presidente dell'Associazione Comuni Virtuosi, il faro per un certo modo di fare amministrazione, un nodo fondamentale della rete perché crea condivisione e legami tra amministratori.
Natale Belosi, presidente dell'Eco Istituto di Faenza, sta conducendo in porto una legge regionale di iniziativa popolare che riforma in positivo l'attuale normativa, indicando nella riduzione dei rifiuti l'obiettivo primario e premiando le amministrazioni che realizzano sui loro territori la corretta gestione dei materiali.
Emanuela Baistrocchi, del Gcr di Parma, ha sottolineato l'aspetto economico di questa filiera: il mondo del riciclo ha potenzialità enormi, anche sotto l'aspetto occupazionale, e potrebbe diventare un volano per tutta la Penisola, mentre l'incenerire genera solo costi per le comunità e guadagni per i gestori.
Non sono mancati i politici, dall'Europarlamento, dal Senato, dalla Camera, dal Consiglio regionale, del Movimento 5 Stelle e del Gruppo Misto. Hanno speso parole importanti di sostegno e di impegno affinché raccolta differenziata, porta a porta, tariffazione puntuale, diventino pratica comune non solo in Italia ma in tutto il continente, per avviare quell'economia del riciclo che darebbe slancio a tutta Europa e che oggi è ingessate da interessi e lobbies.
Il dato importante dell'11 luglio è la conferma che nessuno dorme su questi temi.
Il movimento dei “differenziati” è forte e pronto a nuove relazioni, coaguli di nuove economie che hanno la dimensione giusta per fare un salto di qualità ulteriore.
Un movimento che non bada agli steccati della politica e attraversa la penisola da sud a nord (vero Patty?), affermandosi e mettendo radici, generando positive ambizioni.
Un movimento in grande subbuglio perché vivo e vegeto e capace di aggregare, interlacciarsi, aprirsi per includere, spiegarsi per convincere.
Nessun Dorma.
Perché è proprio questa l'Italia migliore.


venerdì 10 luglio 2015

Chi dormirà domani?

L'11 luglio a Parma contro tutti gli inceneritori d'Italia

Nessun Dorma, un titolo suggestivo che si ripromette di risvegliare l'attenzione su una lunga guerra che ha visto svolgersi molte battaglie, ma il cui esito è ancora incerto.
Stiamo parlando dell'inceneritore di Parma, che emana esalazioni a pochi chilometri da piazza del Duomo.
Gli interessi, il business, hanno fatto sì che il “mostro” fosse completato e messo in funzione.
Parma, la sua amministrazione e i suoi fieri cittadini, hanno quindi imbracciato l'arma della resistenza attiva.
Vogliono bruciare? Togliamo loro il carburante.


La raccolta differenziata, pur tra mille difficoltà, è stata la battaglia che ha visto vincere i cittadini e porre in ginocchio il gigante fragile, sottraendogli preziosa materia che invece che bruciare riprende la strada del riciclo e torna ad essere tale.
Così, buttata via la finzione dell'opera utile e amica e che tutto risolve, oggi il camino si rivela per quello che è, una speculazione che non esita a calpestare il principio di prudenza e chiede il nulla osta a bruciare rifiuti da tutta Italia, riempiendo così al massimo la sua bocca vorace, grazie allo Sblocca Italia ed al suo sciagurato articolo 35.
Ma Parma, e l'Italia, non ci stanno.
Il Comune, le associazioni ambientaliste, i Comuni Virtuosi e tutti coloro ai quali sta a cuore la salute della persone e dell'ambiente che viviamo, sfileranno l'11 luglio a Parma per riaffermare il primato del cittadino sugli utili delle aziende, per dire no all'ennesimo sopruso.
Il no a questa sciagurata ipotesi è forte e determinato e le vie del centro risuoneranno di voci che intendono salvare non solo Parma ma tutta l'Italia afflitta da questi impianti inutili e desueti.
E arriveranno non solo dalla provincia, ma anche da tutta la regione e da altre parti d'Italia, perché è una battaglia che accomuna tutti i cittadini che aspirano a vivere in un ambiente sano.
Ci saremo anche per salvare ciò che resta della food valley, anche per parlare al posto degli industriali dell'agro alimentare che non hanno il coraggio di esprimere il loro disappunto.
Ci saremo anche alla luce degli studi epidemiologici sull'inceneritore di Vercelli che hanno messo in luce i danni enormi alle popolazioni residenti vicine al camino.
Questi impianti devono chiudere.
A domani, e che nessun dorma.




@NessuDormaPr



martedì 7 luglio 2015

Inceneritore di Parma, silenzi assensi

Nessun Dorma, chissà che questo appello-invito
non scuota anche le loro coscienze

Di fronte al rischio di trasformare Parma in una pattumiera dei più svariati rifiuti per qualità e provenienza, stupisce il silenzio di chi maggiormente dovrebbe essere sensibile e attento alla difesa del valore territoriale del nostro lembo d'Italia.
I consorzi di tutela, le piccole e grandi industrie dell'alimentare, fondano le loro fortune sul buono&sano, concetti che non stanno insieme con incenerisco&fumo.


Il silenzio di chi è colpevole.
Di aver lasciato crescere sulla propria terra un enorme, inutile, desueto, camino.
L'11 luglio ci si aspetterebbe anche da loro una presenza compatta e rumorosa, se non altro per difendere gli interessi minacciati da un business miope e lontano dal territorio.
Invece ad oggi dobbiamo registrare solo sospiri.
E mulini con le pale ferme, senza una parvenza di vento, nonostante il grande e possente motore nascosto sotto le pale.
Spiace dover constatare che i grandi temi e passioni green, su cui si investono molti quattrini, sono nella migliore delle ipotesi una buona intenzione, sbriciolatasi sul muro della concretezza.
Se mi presento al mondo come pasionario dei valori fondamentali come il diritto al cibo e l'attenzione per l'ambiente, non mi posso permettere l'assoluta indifferenza verso quello che sta succedendo sulla mia terra (addirittura a qualche centinaio di metri dalla mia fabbrica).
Il rischio di passare per ipocriti è molto alto.
Una candida bandierina sventolata in mezzo al nero pulviscolo smette presto il proprio lindore per uniformarsi al grigio circostante, diventando in breve tempo inconfondibile con il resto.
Il favore del pubblico non è un assioma definitivo ma un traguardo inseguito all'infinito con imponenti investimenti che cercano di mantenere costante l'immagine del prodotto e del produttore.
Chissà cosa succederà quando i consumatori metteranno sulla stessa prospettiva i due camini per capirne le differenze e la similitudini.

Nessun Dorma, chissà che questo appello-invito non scuota anche le loro coscienze.

giovedì 2 luglio 2015

Nessun Dorma

L'11 luglio l'Italia è a Parma, Parma tifa Italia

Loro” non dormono mai.
Approfittano della disattenzione dei cittadini, impegnati con le famiglie, il lavoro, gli affetti.
Loro sono molto concentrati invece sugli affari, che sono sempre al primo posto, sempre il primo pensiero.
Gli affari non puzzano mai, né di cenere, né di petrolio.


E gli affari li sanno fare, al punto di arrivare a mettere le mani nei decreti.
L'articolo 35 dello Sblocca Italia dà di fatto il via all'ampliamento di ogni inceneritore presente sul territorio nazionale (oltre 50).
Riempire i forni fino all'inverosimile, in modo che insieme al fumo escano anche i denari.
E chi se ne importa degli sforzi dei cittadini virtuosi che si impegnano nella raccolta differenziata.
In ogni caso l'inceneritore di casa brucerà comunque alla massima capienza, che ci sia o meno il sistema porta a porta.
Chi se ne importa dei comuni virtuosi impegnati per salvaguardare l'ambiente, la salute, e magari anche i portafogli dei cittadini, e magari anche l'occupazione, che di certo gli inceneritori non porta.
Oggi è il tempo di fare opposizione, corale.
Di dire insieme che cosa vogliamo per il futuro del nostro territorio e di tutti i territori dove insistono questi impianti.
E' venuto il momento di gridare il nostro basta alle politiche assurde di distruzione delle risorse, di sfruttamento a senso unico della natura, alle politiche che operano esattamente il contrario di quello che sbandierano, raccontano, predicano.


C'è una platea vasta di cittadini che ha compreso che fare massa critica è l'unico antidoto per fermare lo scempio in atto nel nostro Paese.
E' sempre più urgente fare fronte condiviso, dibattere ed agire, comprendere i meccanismi perversi che portano le lobbies a convincere la politica a mettersi contro i cittadini e contro i territori.
L'11 luglio l'amministrazione di Parma ha chiamato cittadini, partiti, associazioni a dare insieme un segnale forte, per comprendere l'assurdità di chiedere l'incremento di un inceneritore in una zona, la pianura padana, già gravata da inquinamento grave, che porta con sé ogni anno morti che si potrebbero evitare.
Proporsi come food valley e terra di cibo fine e di qualità, farne bandiera e ricchezza, non sta insieme con un metodo antiquato di gestione dei nostri scarti.
Oggi che possiamo riciclare quasi tutti i materiali non ha senso alcuna combustione, che di per sé è fonte di inquinamento pericoloso.
Siamo contro tutti gli inceneritori.
Siamo contro ogni incremento di capacità e ogni ipotesi di far diventare la nostra città la pattumiera d'Italia.
Ogni territorio ha diritto a non diventare una pattumiera dove agli inquinatori di turno brillano gli occhi.

Per tutto questo, noi saremo a Parma l'11 luglio e non ci faremo addormentare da nessuno.