giovedì 25 giugno 2015

MercaTiAmo

Un passo verso un'economia diversa

Organizzato da Intergas, la rete dei gruppi di acquisto del territorio di Parma e dal Des, il Distretto di Economia Solidale di Parma, si svolgerà venerdì 26 giugno in via Palermo, dalle 17 alle 20, MercaTiAmo, prima edizione del mercato locale, sostenibile e eco solidale proposto alla città.


Da anni ormai i gruppi di acquisto solidale si sono sviluppati in tutta Italia ed anche a Parma, dove hanno raggiunto in tutta la provincia le 30 unità, con quasi duemila famiglie coinvolte.
I Gas in questi anni hanno sviluppato un'etica dell'acquisto, per legare al gesto che tutti noi quotidianamente ripetiamo, scelte ben precise.
Così i gruppi hanno approfondito la conoscenza dei prodotti e dei produttori ed hanno definito dei criteri per l'acquisto.
Hanno deciso di acquistare secondo una particolare tavola di principi, i cosiddetti valori dell'economia solidale, per far sì che ogni acquisto sia il più consapevole e convincente possibile.
E' nata così una rete di produttori-fornitori che rispondono a questi requisiti, con la quale i Gas hanno tessuto relazioni durature e di reciproca soddisfazione.
Da un lato la certezza dell'acquisto e del prezzo concordato ed equo per i produttori, dall'altro la tranquillità di conoscere a fondo i prodotti, la loro storia, il modo in cui sono stati realizzati.


I principi delle 3 P, prodotto, processo e progetto, quindi un prodotto buono, prodotto bene e con un progetto ben preciso che stia alla base del fare impresa, hanno caratterizzato questi scambi economici ed hanno cominciato a realizzare sui territori i distretti di economia solidale, dove la fiducia reciproca è alla base di ogni scambio.
Venerdì pomeriggio i Gas e il Des intendono offrire alla città l'opportunità di conoscere da vicino i loro fornitori, vederne le facce e conoscerne le storie, per sapere esattamente da dove proviene l'albicocca o l'insalata che ci gustiamo sulle nostre tavole.
MercaTiAmo si svolgerà nell'area del Work Out Pasubio, nel comparto Nervi dell'ex Manzini, e sarà una occasione per testare le potenzialità di questo luogo per un eventuale futuro di sede di una Casa dell'Economia Solidale e Sostenibile.
Alle 19 la proposta dell'aperitivo sostenibile, con prodotti locali.
Oltre 40 le micro aziende locali che hanno risposto all'invito.
Importanti anche i punti informazione di Banca Etica, Eticar, Co-Energia, Caes.
La manifestazione ha il patrocinio del Comune di Parma e l'adesione di Manifattura Urbana, 6erre, Mappamondo, Work Out Pasubio, Puzzle Bar, Fruttorti di Parma,
L'invito quindi è rivolto a tutti i cittadini per gustare i nostri prodotti, freschi di giornata, fatti bene e prodotti con giustizia e senza danno all'ambiente.
Un mercato da amare.

giovedì 11 giugno 2015

Inceneritore di Parma, il dietro front del Pd

La segreteria provinciale contro Iren: stop incremento al forno

Possiamo affermare senza timore di smentita che l'inceneritore di Parma sia targato Pd dalle fondamenta al colmo del camino.
Pd il governo della Provincia che approvò il progetto, Pd la firma al piano provinciale che indicava il forno futuro, Pd gli strenui pasdaran Bernazzoli e Castellani, dei quali il primo, su quella decisione, ci ha anche rimesso la poltrona di sindaco.


Striscione del Pd?

Il forno inceneritore è stata per il Pd la panacea di tutti i mali, il deus ex machina che avrebbe risolto in una nuvoletta innocente tutti i problemi legati alla gestione dei nostri rifiuti: un fiammifero e via verso nuovi strepitosi traguardi.
Ne erano tanto convinti che coinvolsero nel loro ardore anche l'allora sindaco di Parma Ubaldi (centro destra), che non solo sposò il progetto nella sua doppia veste di primo cittadino e presidente di Ato, ma chiese di costruirlo doppio, perché sarebbe diventato il vanto della città.
Insomma ponti d'oro ci avrebbero condotto in quella meravigliosa valle di Ugozzolo, dove i bambini correvano gioiosi sotto il camino, al centro di un bosco lussureggiante di fronde.
Di quel libretto color verde natura ne avevano stampate decine, forse centinaia di migliaia di copie (naturalmente a nostre spese), perché nulla mancasse al lieto fine.
Passata la sbornia la dura realtà è tornata prepotente a bussare alle porte della città.
Un Paip costruito solo a metà, che brucia ancora meno perché è sempre in riserva, con costi imponenti che hanno fatto schizzare l'asticella a 180 euro alla tonnellata per il 2014, quando a Brescia la stessa quantità di “rudo” te la bruciano a 80 euro.
Un controsenso di una evidenza talmente stridente da gridar vendetta.
Anche perché i nostri amici del forno avevano fatto leva proprio sull'aspetto economico della vicenda, insistendo sul fatto che una volta acceso, il “nostro” avrebbe fatto calare in modo deciso i costi della gestione dei rifiuti, portandoli a pareggiare i corrispettivi applicati a Reggio e Piacenza, 105 e 117 euro.
Ma tutto questo è il passato.
Perché oggi il Pd ha svoltato.
La direzione provinciale ha preso la decisione storica di opporsi al forno.
La decisione unanime chiede a Iren il ritiro della richiesta di incremento della potenzialità e apertura dei cancelli all'Italia intera.
La presa di posizione dei piddini arriva dopo la decisione del Comune di Parma di indire una manifestazione contro il rischio di fare di Parma la pattumiera d'Italia e di fatto si pone in contrasto anche contro lo Sblocca Italia di Renzi, dal quale trae origine il deposito della richiesta del gestore presso la Provincia di Parma.
Provincia che, ancora Pd, dovrà ora decidere il da farsi.
Noi ovviamente plaudiamo alla decisione, pur in ritardo di anni, di opporsi al camino e diamo il benvenuto al Pd tra gli oppositori del forno.

Insieme si possono fare tante cose positive per il territorio.

domenica 7 giugno 2015

Inceneritore di Parma, no rifiuti da fuori

Delle due l'una: o ci avevano preso in giro, o chi ha progettato questo percorso era un incapace che non sapeva (o non voleva) vedere aldilà del proprio naso

In piazzale Santa Croce è apparso domenica mattina un enorme striscione con un breve quanto eloquente slogan a caratteri cubitali: “No rifiuti da fuori”.
E' il no alla richiesta di Iren di portare la capacità di incenerimento del camino di Ugozzolo da 130 mila tonnellate a 195 mila e soprattutto è il no alla richiesta della stessa di ampliare il bacino d'utenza a tutta Italia.


E' la prima risposta di una città che ha raggiunto importantissimi traguardi nelle raccolta differenziata (70% in pochi mesi) e non vuole gettare alle ortiche lo sforzo di tutti coloro che si impegnano a gestire correttamente i propri scarti, ogni giorno.



No rifiuti da fuori” deve diventare la risposta corale alla richiesta di Iren di trasformare l'inceneritore di Ugozzolo in una ingorda bocca ingoiatutto, facendo diventare Parma una pattumiera dell'Italia intera.
No rifiuti da fuori” era scritto nei patti, è stato ribadito in molteplici e ufficiali incontri e convegni dalla Provincia di Parma, presidente Bernazzoli, assessore Castellani, e dalla stessa multiutility, per bocca del suo presidente, che aveva tranquillizzato i parmigiani sulle intenzioni del gestore e sulla vigilanza che l'ente non avrebbe mai mancato di mantenere.
L'inceneritore è stato tarato, secondo le rassicurazioni degli addetti ai lavori, per le esigenze del territorio e non si comprende quindi questo improvviso cambio delle carte in tavola.
Nessuno ha costretto Iren a costruire il camino che svetta a pochi chilometri dal centro città.
Nessuno le aveva imposto di costruire un forno di due linee invece che una sola.
Il problema rifiuti ci era stato presentato come una emergenza assoluta e immediata.
Ora l'emergenza consiste nella scarsità degli stessi.
Delle due l'una: o ci avevano preso in giro prima, o chi ha progettato questo percorso era un incapace che non sapeva (o non voleva) vedere aldilà del proprio naso.
E' bastato applicare al capoluogo di provincia il sistema porta a porta per mandare in crisi il sistema di smaltimento con l'inceneritore.
Sono bastati pochi mesi per far emergere l'errore progettuale che mina ora il futuro del forno.
A Ugozzolo da più di un mese l'impianto funziona sotto il 50% per mancanza di materia prima.
Il sistema porta a porta intercetta gli stessi materiali appetiti dalla fornace: carta, plastica, legno.

Ovvio che i due sistemi siano apertamente in concorrenza e la vittoria dell'uno comporti la sconfitta certa dell'altro.