lunedì 23 febbraio 2015

Una poltiglia chiamata aria

A Parma l'inquinamento dell'aria cresce in un anno dell'89%

La conferma è arrivata questa mattina.
Parma (e a ruota tutta la regione) ha inanellato 5 giorni consecutivi di sforamenti Pm 10, facendo scattare il meccanismo di blocco straordinario del traffico, che probabilmente chiuderà l'anello delle tangenziali mercoledì prossimo.



Per Parma quello di sabato (75 microgrammi contro il limite di 50) è il 36simo eccesso da inizio anno. Abbiamo così esaurito in meno di due mesi il numero massimo di sforamenti consentito in un intero anno dalla normativa vigente.
La centralina che ha rilevato il maggiore inquinamento è quella di Colorno, via Saragat, che ha battuto anche le centraline di Parma, Cittadella (71 ppm) e Montebello (66 ppm).
Come si diceva nei giorno scorsi la nuvola si stava spostando verso la bassa.
Da prendere in considerazione anche il fatto che tutte le centraline mobili di Arpa sono andate fuori quota massima.
Al Paip 78 microgrammi, a Mezzani 72, a Paradigna 68, a Sorbolo 73.
Nessuno sfugge alla morsa delle polveri sottili e certo non aiuta nemmeno il camino di Ugozzolo che, ricordiamo, prevede da progetto una emissione di 3,3 tonnellate di Pm 10 all'anno, che non verranno compensate dallo spegnimento di caldaie domestiche visto che non risultano allacci al teleriscaldamento originato all'inceneritore.
Il confronto con i dati di inquinamento del 2014 è imbarazzante.
A gennaio 2014 c'erano stati 12 sforamenti, mentre a febbraio 7, per un totale di 19.
Nel 2015 22 sforamenti a gennaio, 14 a febbraio, per un totale di 36.
L'incremento sull'anno scorso è dell'89%.
Assistiamo ad un vero e proprio boom dell'inquinamento dell'aria che corrisponde purtroppo con un incremento netto delle patologie alla vie respiratorie e cardio-circolatorie.
Come ormai è noto le polveri sottili sono state classificate come cancerogene dello Iarc, branca francese dell'Oms.
L'incremento del Pm 10 è quindi strettamente correlato all'aumento delle patologie.
Dati allarmanti che richiedono interventi urgenti e decisivi che riducano drasticamente le emissioni in aria di polveri.
Traffico veicolare, caldaie domestiche, centrali industriali, inceneritori.
Spegnere ciò di cui si può fare a meno, come quel camino a bordo autostrada.