venerdì 13 febbraio 2015

Pm10, il buio cala sull'Emilia Romagna

Quarto giorno di polveri sottili oltre il limite di legge.
Anche ieri il livello di Pm10 è schizzato all'insù, attestandosi, al laboratorio Arpa di Colorno, via Saragat, a 92 microgrammi per metro cubo di aria ambiente.
Altissimo anche il dato di Langhirano, 50 microgrammi, è fuori norma sia Cittadella (91 µg/m3), Montebello (67), Paip (91), Mezzani (77), Paradigna (82), Sorbolo (82).


Ci siamo già bruciati 29 sforamenti in un mese e mezzo, quando per l'intero anno ne sono consentiti 35.
E' una morsa alla gola.
In regione va quasi peggio.
A Modena il record dell'Emilia Romagna con 155 ppm, un'aria da buttar via.
A Piacenza 105, a Reggio 100, a Bologna 77, a Ferrara 91, a Ravenna 89, A Forlì Cesena 87, a Rimini 104.
Quattro valori oltre i 100 microgrammi, con la media regionale che si attesta a 97.
E anche oggi, venerdì, la qualità dell'aria è da dimenticare, per cui domani il bollettino ci presenterà il quarto sforamento consecutivo delle Pm10, che farà automaticamente scattare le misure straordinarie per affrontare lo smog.
Ci affidiamo alla sorte, quella del meteo, per sopravvivere.
Sabato e domenica la pioggia riporterà un pizzico di aria buona sulle nostre teste, liberandoci dall'apnea imposta in queste giornate.
Ogni volta che riparliamo dell'allarme smog ci ritroviamo sulle stesse lettere della tastiera.
Non si vedono cambiamenti decisivi all'orizzonte.
Ancora la consapevolezza non ha fatto breccia nella nostra corazza, fatta di interessi particolari, comodità acquisite, menti offuscate e rigide.
Altra aria la si respira ad altre latitudini.
Se in Italia gli spostamenti medi di una città sono per il 50% in auto, in altri Paesi come la Germania, il ricorso al mezzo privato scende al 30, 20%.
Si sono attuate negli anni politiche di disincentivazione dell'uso dell'atuo nei centri urbani.
Massicce aree con limite di velocità a 30 km/h, car sharing con mezzi elettrici, piste ciclabili comode, sicure, estese, organizzazione degli spostamenti casa lavoro, casa scuola focalizzati su bicicletta o condivisi su mezzi sostenibili.
Ci sono dalla loro anche le condizioni morfologiche.
Ma proprio partendo da questo assioma non modificabile che il nostro bacino padano dovrebbe cambiare verso, invertire completamente la direzione dello sviluppo.
Mettere al primo posto, ben distaccata in classifica da tutto il resto, la salute.
O se la volete chiamare con il suo corrispondente, la vita.