martedì 17 febbraio 2015

Inceneritore di Parma, nuovo stop alla linea 2

Monossido di carbonio 10 volte più alto della linea 1

Della tosse del camino avevamo scritto il 5 febbraio scorso, quando si era sottolineata l'anomalia del monossido di carbonio sulla seconda linea, con emissioni doppie, ma anche triple, rispetto alla linea 1.
Così il 7 febbraio, dopo che il 6 il dato del monossido di carbonio della linea 2 era stato di 10 volte superiore alla linea 1, pur mantenendosi nei limiti di legge, il gestore ne aveva deciso il momentaneo stop.
Tre giorni di sospensione che possiamo ipotizzare concentrate su quel problema specifico.


Il 10 febbraio la seconda linea dell'inceneritore di Parma ha ripreso la sua regolare attività.
Ma era bastato un giorno per riportare il monossido di carbonio a valori tripli, in confronto alla linea 1.
I microgrammi erano 7,707 l'11, 8,172 il 12, 6,224 il 13 (i limiti emissivi dell'Aia sono 30 milligrammi giornalieri).
I valori eccessivi di monossido di carbonio della linea 2 facevano quindi emergere il problema, irrisolto durante il primo stop.
Il 14 febbraio, sabato scorso, la linea 2 è stata spenta.
Lo stop era in atto anche ieri, dato che i valori sono leggibili con un giorno di ritardo.
La tosse della linea 2 prosegue, la medicina numero 1 non ha funzionato.
Forse sarebbe più rassicurante comunicare i dati emissivi in tempo reale, e non il giorno dopo e solo come media giornaliera.
Sarebbe più rassicurante conoscere come si comporta l'inceneritore ora per ora, anzi mezz'ora per mezz'ora, producendo i dati delle semiorarie, come succede per altri impianti come quello del Gerbido (Torino):

Visto che è stato presentato come un gioiello tecnologico, non si capisce quale sia il timore di mostrare al mondo tutti i suoi lucidi muscoli.