domenica 18 gennaio 2015

La battaglia delle viole

Ponte di Mezzo, il ponte centro della città, che porta i parmigiani di là dall'acqua, attraversando il torrente Parma, verso l'Oltretorrente.
Se a Firenze c'è Ponte vecchio, nella capitale della food valley c'è il Ponte di Mezzo.
Ponte simbolo, che convive con il sottostante ponte Romano, traccia imponente delle vie consolari.


E' su questo ponte che si sta svolgendo l'ultima battaglia di Parma, quella delle viole.
Viole che impreziosivano i parapetti e che qualche vandalo ha strappato nottetempo.
Da questo gesto di sfregio è nato “Io sono Parma”, un appello alla città per riportare l'amore per la propria comunità al centro e manifestarlo in una simbolica gara a rinverdire il ponte di Mezzo con i delicati colori delle viole.
Viole che a Parma portano con sé il legame ancora forte e attuale con Maria Luisa d'Asburgo, austriaca moglie di Napoleone Bonaparte, duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla dal 1814 al 1847, che qui ha vissuto e lasciato tracce profonde.
E eredità nei modi e negli accenti.
Il filo rosso dei parmigiani con Maria Luigia si dipana nei diversi luoghi simbolo in città e oltre da lei fatti erigere: il Petitot lungo viale Martiri della Libertà, che schiaccia l'occhiolino agli Champ Elisee, il maestoso ponte sul Taro, il teatro Regio, il casino dei boschi a Sala Baganza, il Conservatorio di Parma.
Ma rimane anche un profumo, la violetta di Parma, legato a Maria Luigia perché era il fiore più amato dalla Duchessa. Così nel 1870 la ditta Borsari studiò la fragranza, che oggi rimane un simbolo della città ducale.
Le viole come gesto d'amore, che un sabato mattina sono state portate al ponte di Mezzo dai cittadini e trapiantate sui parapetti, per riaprire la speranza di primavera.
Una pagina facebook ne riporta il racconto: https://www.facebook.com/events/884026018303608/?fref=ts, l'idea proposta da Nadia Buetto, attivista 5 Stelle di Parma.
Scrive Nadia: “Questa mia iniziativa è una reazione a quanto successo con le viole sul Ponte di mezzo e più generalmente in altre zone della città con l'abbandono di rifiuti. Mi rifiuto di subire passivamente la violenza di pochi ignoranti e far passare il messaggio che Parma è una città di incivili e maleducati. Parma non è questo, la maggior parte dei Parmigiani non è così. I veri cittadini di Parma tutti, bianchi, neri, gialli, verdi, rossi si ribellano e condannano i gesti di pochi che non amano la propria città... Se toglieranno ancora le viole, noi le rimetteremo, finché sul ponte di mezzo ci saranno viole, Parma sarà viva. Senza firma, senza simboli semplicemente dei cittadini per la propria città”.
E la risposta della città non si è fatta attendere.
Il ponte ha ripreso i colori della primavera e dei sorrisi.
E i parmigiani si sono sentiti di nuovo membri di una comunità, composta da tutti quei cittadini che qui lavorano, studiano, crescono, vivono.
La battaglia delle viole avrebbe i primi titoli dei giornali se fosse stata lanciata da un partito, ma il fatto stesso che si origini dai pentastellati ha fatto sì che calasse il velo dell'oblio.
Eppure è proprio con questi piccoli gesti quotidiani che nasce una appartenenza

Il fare insieme, per il bene e il bello di tutti.