domenica 27 luglio 2014

Parma, l'inceneritore al centro

Lunedì 28 luglio, alle 18, presso la libreria Feltrinelli il sindaco di Parma incontrerà il Nobel Ambiente 2013 Rossano Ercolini, con il direttore di Teleducato Pietro Ferraguti a moderare la serata.
La libreria si trova in via Farini, in pieno centro città, nel cuore di Parma e della sua movida.
E al centro del dibattere sarà proprio l'inceneritore, che torna con forza all'attenzione.
Dall'inceneritore passa tutta la nostra vita: economia, ecologia, ambiente, stili di vita, salute, posti di lavoro, futuro e future generazioni.


Parma deve diventare capitale mondiale anche nella green economy.
Un'industria insalubre di classe I come l'inceneritore (art. 216 RD 1265/34 DM 5.9/1994), la più pericolosa, non può essere costruita in zone caratterizzate per qualità e tipicità dei prodotti (D. lgs 228 del 18/05/2001).
La differenziata di Parma, al 70% in pochi mesi, ha reso anacronistico l'impianto di Ugozzolo.
Carlo Signorelli, docente della nostra università, curò una relazione sanitaria favorevole alla costruzione dell'inceneritore nell'agosto 2007, relazione che spianò la strada ai politici grazie alle sue conclusioni rassicuranti: “gli impianti di nuova generazione dovrebbero garantire bassissime emissioni di diossine e altri inquinanti per la salute, la maggior ricaduta emissiva è prevista solo nella zona limitrofa, anche se un analitico monitoraggio negli anni appare opportuno...”.
Il mese successivo, settembre 2007, la Federazione degli Ordini dei medici dell'Emilia Romagna chiese a tutti i politici di Regione, Comuni e Province, la moratoria contro la costruzione di inceneritori: “si richiede alle SS.LL. di non procedere alla concessione di nulla osta alla costruzione di nuovi termovalorizzatori-inceneritori. Come noto questa federazione intende rispettare il proprio Codice Deontologico e si fa dunque carico di invitare gli organi politici a tenere conto delle forti preoccupazioni...”.
Come può un medico giugere a conclusioni favorevoli quando nelle stesse ore la Federazione degli Ordini chiede la moratoria?
Perché i politici hanno tenuto in considerazione il parere di un medico e ignorato la posizione della Federazione degli Ordini dei Medici?
Nel Dicembre 2011, dopo la pubblicazione dei risultati dello studio epidemiologico Moniter, la Federazione ribadì la propria posizione: “dallo studio Moniter la Frer trova conferma intorno alle preoccupazioni a suo tempo espresse e concretizzatesi con la richiesta allora avanzata di moratoria... La Frer non può che ribadire tale posizione...”.
Nonostante i limiti metodologici dello studio, Moniter ha evidenziato patologie tumorali e non tumorali e “per i nati pre-termine lo studio ha rilevato una associazione coerente e statisticamente significativa tra livelli di esposizione ad emissioni da inceneritore e nascite pre-termine.
Al centro, ora!
A Parma come in Regione.
Al centro delle prossime elezioni regionali.
Al centro dell'agenda politica dei candidati.
Pietra di scandalo e di inciampo per gli inceneritoristi.
L'inceneritore, macchina inutile, al centro del futuro italiano.
Per spegnerlo.

Per spegnerli.

mercoledì 23 luglio 2014

Inquinamente

Da qualche giorno corro (o meglio corricchio), la sera.
Nel mio giretto transito in un parco cittadino, zona ospedale: campi da calcio, calcetto, baseball.
Le sbarre chiuse a nord e sud non impediscono l'accesso alle diverse automobili presenti sotto gli alberi.
I simpatici sportivi sgambettano sotto i riflettori, ma al luogo di ginnastica ci arrivano in macchina.
Non conosco le regole di questo club, anche se i cartelli alle entrate non lasciano dubbi.
Non ci fanno una gran figura.


Sul vialetto buio si affrontano le auto in uscita, e aumenta la stima nei loro confronti.
Del resto si sono talmente stancati che non ce la fanno proprio a fare un metro in più, la borsa pesa!
Come chi va palestra usando l'ascensore.

Le scale sono faticose...

lunedì 21 luglio 2014

Non bruciamo il futuro

Il 28 luglio l'appuntamento è da Feltrinelli per il libro del “Nobel” per l'Ambiente
L'inceneritore torna al centro della scena, Ferraguti moderatore

Rossano Ercolini, maestro elementare in un piccolo comune della Toscana, è fondatore di Ambiente e Futuro, associazione nata con l'obiettivo di informare sui rischi ambientali dell'incenerimento e per proporre strategie alternative per la corretta gestione dei rifiuti.
Lunghi anni di battaglie lo hanno portato allo scontro aperto con gli apparati politici e i poteri economici locali e nazionali, ma alla fine ha vinto lui.


Nel 2007 il comune di Capannori è stato il primo in Italia ad adottare la strategia Rifiuti Zero, ideata dal chimico americano Paul Connett, ed è diventato in poco tempo il centro di un movimento che, da Napoli a Milano, coinvolge ora sempre più cittadini e tanti amministratori e che ha assunto
Nell'aprile 2013, per questo suo impegno ad affermare e diffondere una rivoluzionaria gestione dei rifiuti che salvaguardia l'ambiente e promuove l'economia, Rossano, è stato invitato alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che gli ha consegnato il Goldman Environmental Prize.
Non bruciamo il futuro è la testimonianza fiera e coinvolgente di questo percorso, la dimostrazione chiara e diretta delle enormi possibilità di un modo di fare politica nuovo e capace di organizzarsi dal basso.
È anche uno straordinario manifesto educativo: in tutti questi anni l'autore non ha infatti mai smesso di insegnare.


Rossano Ercolini è oggi il simbolo di un ambientalismo capace di incidere in maniera efficace nello sviluppo di un territorio, andando oltre le ideologie e gli schieramenti.
Perché è solo con l'impegno di tutti a prendere parte al cambiamento che la democrazia respira e, con essa, prende vita la speranza di un futuro migliore.


Parma ha voluto seguire l'esempio di Capannori adottando nel 2013 la strategia Rifiuti Zero che oggi conta 205 Comuni italiani per un totale di 4,315 milioni di abitanti.
In queste settimana Parma ha anche aderito all'Associazione Comuni Virtuosi per indicare decisamente la strada che vuole imboccare per garantire futuro ai cittadini di domani.
Oggi la differenziata è al 70%, il porta a porta è esteso a tutta la città, non ci sono più cassonetti per le strade, è calato di 15 mila tonnellate il rifiuto residuo da smaltire.
Presso la libreria Feltrinelli di via Farini, il 28 luglio alle ore 18, verrà presentato il libro di Ercolini, in un interessante scambio di opinioni tra l'attivista toscano e il sindaco 5 Stelle di Parma, Federico Pizzarotti.
L'incontro sarà condotto da Pietro Ferraguti, direttore di Teleducato.



La pagina facebook dell'evento: http://goo.gl/vF9XhX

Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma - GCR

Parma, 22 luglio 2014

lunedì 14 luglio 2014

Parma, 3 kg di rifiuti all'anno

L'esperimento di una famiglia sulla raccolta differenziata

L'esperimento, perché di questo si tratta, si è protratto dal 25 febbraio 2014 al 25 giugno.
Famiglia della zona di raccolta Molinetto, 4 componenti, due adulti e due ragazzi, residenti in condominio di 20 unità immobiliari.
Per 4 mesi è stato pesato il rifiuti residuo, conferito nel cassonetto grigio individuale, esposto una volta la settimana.
Il risultato colpisce per i numeri espressi.
La somma dei 18 conferimenti porta ad un totale di 4 kg di rifiuti prodotti in 4 mesi, con una media di 222 grammi a sacchetto.
Proviamo a fare due conti stimando i dati annuali.
La produzione media annua della famiglia è di 12,27 kg.
La produzione pro capite annua è di 3,067 kg.
Prendiamo la popolazione della provincia di Parma, stimata in 414 mila persone, e moltiplichiamola per la produzione pro capite.
Il totale è un cumulo di 1270 tonnellate di rifiuti residuo all'anno, in tutta la provincia.


Ora capiamo perché l'inceneritore di Ugozzolo sia in crisi di astinenza e dal 27 giugno sia rimasto spento sulle 2 linee contemporaneamente.
Dieci giorni di stop che non possono che avere questa motivazione.
Coll'aumentare del porta a porta crolla la produzione di rifiuti residui, il carburante che consente al forno di rimanere acceso, e non si sa come alimentare l'enorme fornace, che ha una capienza complessiva di 130 mila tonnellate di indifferenziato.
Non ci sono i numeri.
Anche considerando questa famiglia atipica a particolarmente attenta, si comprende che siamo davanti ad una scenario che non ha bisogno nemmeno di una stufetta.
Siamo davanti ad un errore di valutazione enorme, abissale, incomprensibile, di cui qualcuno dovrà nel prossimo futuro rispondere ai cittadini.
Un investimento di oltre 200 milioni euro, ricadute ambientali pesantissime, alto rischio di non rientro dal capitale investito, impossibilità a proseguire senza l'apporto di rifiuti da fuori provincia.
La stima dell'organico.
Gli scarti di cucina sono stati pesati dal 12 aprile al 30 giugno, per 79 giorni complessivi.
Complessivamente si tratta di 42 sacchetti conferiti, per 48,6 kg complessivi, con una media di 1,2 kg a sacchetto.
Stimando la produzione annua andiamo a 224 kg, per una produzione pro capite di 56 kg di materia organica di altissima qualità, pronta ad essere trasformata in concime per i terreni.
Su tutto l'estrema facilità di gestione del porta a porta.
La raccolta settimanale del residuo è eccessiva, visto il peso conferito.
Il sacchetto in mater-bi e il bidoncino areato rendono efficace e senza controindicazioni la raccolta della frazione organica.
Il sacco giallo per plastica e barattolame viene ritirato una volta alla settimana, e sciacquando i barattoli non ci sono problemi in termini di odori sgradevoli.
Il vetro, anch'esso sciacquato, viene conferito nella campana stradale.
Funziona molto meglio che con il sistema precedente.
E con risultati davvero sorprendenti.





lunedì 7 luglio 2014

Va Forte il porta a porta

In Versilia vince la differenziata senza cassonetti

Cari concittadini,
dopo la positiva esperienza degli anni scorsi, arrivata nelle località di Vaiana, Vittoria Apuana, nella fascia Nord-Est del paese e del Mercato Coperto, l'Amministrazione Comunale ha deciso di ampliare a tutto il territorio il servizio di raccolta differenziata “porta a porta” dei rifiuti solidi urbani, che è considerato il più importante strumento per ottenere alte percentuali di raccolta differenziata.
L'impegno costante dei cittadini dove il servizio è già attivo, infatti, ha portato a raggiungere una differenziata pari a circa 85,5%, mentre sul restante territorio comunale, intorno al 45%. Attualmente la normativa vigente indica la percentuale del 65% come obiettivo da raggiungere nella raccolta differenziata.


Questo traguardo ci consentirà di mantenere anche le certificazioni ambientali che sono un importante biglietto da visita. L'attenzione che ognuno di noi dedicherà a differenziare i rifiuti organici, la carta, il multimateriale e il vetro, farà diminuire la quantità di rifiuti indifferenziati da smaltire in discarica.
Adottare il porta a porta significa adottare un nuovo modo di concepire i rifiuti: non più una cosa di cui disfarsi, ma una risorsa da trasformare in una nuova materia riutilizzabile. Inoltre, il nuovo servizio permetterà di eliminare ogni tipo di contenitore su tutto il territorio, migliorando la visibilità ed il decoro del paesaggio.
Quanto saremo più consapevoli delle responsabilità assegnate a ognuno di noi e del valore civico, tanto più potremo godere in modo diffuso e condiviso del piacere di un ambiente preservato dal degrado. L'Amministrazione Comunale chiede ai cittadini di rispettare questo piccolo impegno quotidiano, per contribuire a rendere il servizio più efficiente, sia da un punto di vista organizzativo, che da quello legato al mantenimento dell'igiene e del decoro pubblico.
Il sindaco
Umberto Buratti

Non sapevamo che a Forte dei Marmi governasse il Movimento 5 Stelle.
E infatti non è così, perché l'amministrazione è targata Partito Democratico.
E il sindaco Buratti ha scritto a residenti e villeggianti.
Quindi anche a tutti i parmigiani che trascorrono le loro vacanze in Versilia.
Occorre intervenire.
Rivolgiamo un appello al Pd di Parma, ai vari Dall'Olio e Iotti, affinché prendano immediati provvedimenti.
Intanto urge avere pronte delle risposte.
I parmigiani potrebbero ad esempio chiedersi perché eliminare i cassonetti sia corretto al mare e invece rappresenti una boiata in città.
Si potrebbe rispondere così: “con l'aria di mare i cassonetti arrugginivano in continuazione”.
Si consiglia poi la preparazione di una bin-force da spedire subito al Forte.
Per riposizionare immediatamente cassonetti di ogni specie e colore, magari anche sulla battigia.
Poi si potrebbe pensare di riaprire l'inceneritore di Pietrasanta, chiuso per inquinamento dalla magistratura qualche anno fa, nonostante inquinasse con una certa classe, esibendo una certificazione ambientale svedese, e avessero rimodernato l'impianto con le fantastiche Bat, le migliori tecnologie disponibili.
E' un'idea da considerare, un inceneritore fa tanto Pd.
Non era Renzi che qualche anno fa diede dell'apprendista alchimista ad una stimata oncologa di Forlì?.
E infine occorre una ferma ramanzina nei confronti del sindaco del Forte.

Scrive come un grillino. Non sta bene.

giovedì 3 luglio 2014

Le ferie forzate del camino di Parma

L'inceneritore di Parma è spento.
Sette giorni di stop e i cieli di Parma ringraziano.
Entrambe le linee dell'impianto di Ugozzolo sono fuori esercizio dal 27 giugno.
Così il mese scorso è stato quello meno attivo: 34 giorni su 60, il 56,67% della sua potenzialità.
Come si è già detto, acceso a metà.


I motivi sono principalmente due.
Innanzitutto la crescita esponenziale della raccolta differenziata nel capoluogo, che con l'estensione del porta a porta ha raggiunto il 70%. A fine anno questo risultato si traduce in 15 mila tonnellate di indifferenziato in meno da smaltire con relativi costi in caduta libera per l'amministrazione.
Il secondo è l'impedimento che blocca l'arrivo di rifiuti da fuori provincia.
L'autorizzazione Ambientale del 2008 impedisce infatti al gestore di bruciare materiali di fuori provincia.
Così lo “scarso raccolto” entro il territorio parmense ha di fatto messo in crisi il sistema, portando allo spegnimento praticamente costante di una linea.
Iren ha portato in tribunale la questione, rimettendo al parere dei giudici la fame di rifiuti che l'inceneritore manifesta da quando è stato inaugurato.
Intanto sul sito di Iren alcuni dati sono inaccessibili.
Non è attivo il link ai grafici delle emissioni lungo l'arco temporale.
Non funziona il link ai campionamenti mensili di diossina e Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici).
Ma anche su queste tematiche gli organi di controllo tacciono e non c'è modo di far aggiornare le pagine Internet e renderle complete.
Nemmeno del destino delle ceneri è possibile avere cognizione di causa.
Migliaia di tonnellate, 15 mila circa, di cui i cittadini non possono sapere nulla.
Dove sono finite?
Nei mattoni?
In quali sacchi di preciso?
Potremmo avere diritto di sapere qual'è il cemento prodotto con queste scorie in modo magari di scegliere un altro materiale meno inquinato?
L'inceneritore ha lavorato 124 giorni complessivi, bruciando 50 mila tonnellate di rifiuti, producendo 15 mila tonnellate di ceneri.
Volate via chissà dove.