lunedì 19 maggio 2014

Dal riciclo della plastica 360 mila posti di lavoro in più

Lo studio europeo BIO

Riciclare la plastica conviene. E conviene farlo bene, innalzando la qualità della raccolta.
Bruciarla o seppellirla è un controsenso economico, oltre che ambientale.
Ora anche gli studi ufficiali lo dicono.
E' la smentita definitiva dell'utilità di inceneritori e discariche.


Plastics Recyclers Europe ha pubblicato uno studio realizzato da Bio Intelligence Services, che valuta su scala europea l’impatto di un tasso di riciclo della plastica oltre il 60%.
Oggi la media è al 26%.
In un’economia che prevalentemente importa materie plastiche da fuori Europa, riciclarne di più localmente, invece di sotterrarle o distruggerle, avrebbe ricadute positive sul territorio, sia per l’ambiente che per l’economia e la gestione delle risorse.
Lo studio ha calcolato che l’aumento dal 26% al 62% della percentuale di riciclo permetterebbe la creazione di oltre 360 mila nuovi posti di lavoro. L’utilizzo di plastiche riciclate al posto di plastiche vergini porterebbe notevoli risparmi alle industrie di trasformazione, valutabili in 4,5 miliardi di euro all'anno.
Nell’ambito italiano la dipendenza da produttori di materie plastiche vergini provenienti dall’estero è ancora maggiore rispetto alla media europea; adottando lo stesso modello presentato nello studio, si può stimare che un uso ottimale delle risorse che consenta di spostare il tasso di riciclo dall’attuale 25% al 62%, permetterebbe di creare 47 mila nuovi posti di lavoro.
L’Italia attualmente distrugge il 75% delle plastiche in discariche o inceneritori, plastiche che debbono poi essere riacquistate prevalentemente all’estero, quando si potrebbero invece in buona parte ottenere da un approccio virtuoso al riciclo nazionale.
Lo studio ed i suoi risultati sono stati presentati da Assorimap e Plastics Recyclers Europe al recente Consiglio Nazionale della Green Economy, corredati dall’indicazione dei quattro pilastri che possono realmente consentire di raggiungere questi obiettivi.
Maggiore attenzione e incentivazione concreta alla progettazione fatta in funzione del fine vita (eco-design), soprattutto dell’imballaggio, che rappresenta il 40% del totale in peso della plastica utilizzata.
Maggior cura e attenzione alla raccolta e alla corretta separazione tra plastica ed altri materiali. Per specifici flussi di materiali la creazione di circuiti dedicati può consentire migliori performances qualitative, quantitative e di costo rispetto ad una raccolta generalista che inquina i materiali di
maggior valore e richiede costi di selezione importanti;
Fissazione di obiettivi di riciclo più elevati, non meno del 60% rispetto all’attuale 26% sui soli imballaggi;
Divieto di conferire plastiche in discarica: i nove Paesi europei più performanti sono quelli in cui tale divieto esiste.
Assorimap (Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori di Materie Plastiche) e Plastics Recyclers Europe PRE confermano il loro pieno supporto ai decisori ed ai policy makers, fornendo anche il supporto di concreti strumenti quali, ad esempio, RecyClass, lo strumento per la valutazione del livello di riciclabilità degli imballaggi plastici, progetto che verrà presentato il prossimo 8 maggio a Dusseldorf, con il sostegno del Commissario EU all’Ambiente Janez Potocnik.

Il comunicato stampa http://goo.gl/iDpvGh

Lo studio: http://goo.gl/iDSxWm