domenica 6 aprile 2014

Riduzione è rivoluzione

Consigli pratici per una casa a rifiuti zero

Produrre rifiuti produce danno.
Per le casse del comune, per le tasche dei cittadini.
Con l'attuale gestione a caldo del residuo, un danno ulteriore, all'ambiente e alla salute.
Ridurre il danno significa ridurre i rifiuti a smaltimento.
La prima prevenzione possibile (e la più efficace) è produrne meno.
Una corretta gestione dei nostri materiali post utilizzo parte dal mettere in atto tutte le strategie possibili che conducano al calo di produzione del rifiuto residuo.
Diversi sono gli ambiti nei quali realizzare questo indirizzo.
Partendo dalle nostre case.
Basta imballaggi inutili.


Quando facciamo la spesa possiamo già cambiare il destino del mondo.
Ad esempio mettendo come discriminante alla scelta dei prodotti quello della loro impronta ecologica. Scegliamo merci che siano “leggere”, libere di ridondanti e superflui imballaggi, contenute in contenitori riciclabili, riutilizzabili, orientandoci verso prodotti sfusi che si possono poi riacquistare con lo stesso contenitore precedente.
Nei supermercati sono oggi presenti settori dedicati ai prodotti ricaricabili come detergenti e saponi. Ma anche nell'alimentare ci sono diverse opzioni che consentono di acquistare solo la quantità necessaria, senza dover gettare via poco dopo l'imballaggio, oggi utile solo al marketing ed alla pubblicità.
Scegliamo una merce che abbia un imballaggio riciclabile, con indicazioni semplici e visibili su come gestire lo scarto, come il vetro o la plastica mono materiale, rifiutiamo il poliaccoppiato come quello di alcune confezioni di latte, di difficile e dispendioso riciclo.
Anche a casa ci sono diverse azioni che fanno la differenza.
Ridurre il residuo significa attenta divisione tra secco ed umido, un modo semplice di trasformare i nostri scarti di cucina in fertile composte per i nostri campi.
Bere acqua di rubinetto consente un calo drastico della produzione di bottiglie di plastica.
L'acqua usata per la cottura della pasta è ottima per lavare i piatti: tenetela da parte con sopra un coperchio e rimarrà bollente.
In bagno solo detergenti, shampoo, saponi ricaricabili con flaconi o sacchetti scorta.
Tirare l'acqua del water solo dopo diversi utilizzi e ridurre al contempo la portata della vaschetta.
Usare la prima acqua fredda della doccia (lavarsi nella vasca ovviamente consuma troppa acqua) per innaffiare le piante.
Ridurre vuol dire anche sostituire le lampade di casa con proiettori a led, scegliere le scale invece che l'ascensore (è come andare in palestra, ma a costo zero).
Ridurre significa proteggere le pareti di casa dal sole con veneziane e tendaggi per evitare un uso eccessivo di aria condizionata, sostituire le finestre poco efficienti con infissi a doppia, tripla camera, tenere i termosifoni al minimo, chiudendo quelli non necessari.
Ridurre significa anche differenziare con cura i materiali, sciacquare i contenitori prima di riporli nei contenitori/sacchi, schiacciare per il ungo le bottiglie, raccogliere a parte i tappi di plastica e di sughero, i vestiti dimessi, le calzature.
Portare il vetro nelle campane stradali, l'olio esausto (fritture, sottoli) nei centri di raccolta, mobili e oggetti di arredo alle associazioni di volontariato. Anche gli ombrelli rotti possono essere riciclati in bellissime borse.
Non gettare nulla per le strade e i campi.
Questi suggerimenti sono indirizzati alle famiglie.
Il cerchio perfetto lo si raggiunge solo con la collaborazione del mondo della produzione di beni, tema che affronteremo con il prossimo intervento, quello sulla riduzione alla fonte.