martedì 11 febbraio 2014

La storia, quella vera

Dieci anni animati, o per meglio dire funestati, da un dibattito da stadio, con le opposte tifoserie delle opzioni inceneritore sì-inceneritore no ad affrontarsi tra povertà di contenuti e toni spesso inaccettabili: strumentalizzazioni politiche di ogni colore, insulti, pestaggi via web.

Così una associazione ambientalista, che a suo tempo propose per Gcr il ricorso al capo dello Stato contro la procedura di Via dell'ottobre 2008, il documento di avvallo del progetto dell'inceneritore.
Parlare di periodo lungo 10 anni quando il PPGR ha preso vita nel 2005 è già di per sé curioso.
Gcr nasce nell'aprile del 2006 per contrastare il piano provinciale rifiuti.
Ha raccolto firme (oltre 10 mila), ha proposto convegni, assemblee, dibattiti.
La sua opera ha incalzato gestori e enti locali senza risparmiarsi.
Convegni di levatura internazionale, elaborazione di piani alternativi, informazione scientifica sui danni da emissioni, incontri pubblici con i migliori esponenti del movimento rifiuti zero d'Italia, d'Europa e del resto del mondo.


Fiaccolate, lezioni, serate, incontri, comunicati stampa a non finire, siti web, blog, pagine facebook, eventi che ancora oggi si ricordano, auditorium stracolmi, scelte nette in occasione degli appuntamenti elettorali, proposta di referendum, sottoscrizioni, appelli, creazione di rete, monitoraggi ambientali, cultura.
Cultura, si è fatta cultura, certamente in una direzione scomoda, una scelta che ha portato la sue conseguenze, altrettanto scomode.
Stupisce leggere un riassunto così misero di contenuti su un pezzo di recente passato della nostra città.
Una città che era all'oscuro di un progetto, con cittadini ignari, inconsapevoli, silenti.
Infine risvegliati dall'assopimento, anche se era troppo tardi.
Sconfitte ma insieme ad esse tanti obiettivi realizzati.
Un'accelerazione spasmodica della raccolta porta a porta, una azienda che guarda ora ad altri obiettivi futuri che non prevedono altri inutili fuochi, un dibattito che risuona in città come in regione e nella capitale, con tante domande che finalmente hanno diritto ad una risposta.
Ecco il funesto fluire dei fatti e la povertà di contenuti.
Solo che il commentatore non se n'è accorto.
Difficile raccontare una partita dagli spogliatoi.
Cronaca di un'assenza.