sabato 8 febbraio 2014

Inorridire e tacere

Il regno di Giano è tra noi

Sono colpito dalla veemenza di certe denunce.
Fiere, aperte, convinte opposizioni ad azioni ed effetti che colpiscono la città.
Muore l'oca del laghetto, tagliano alberi in Cittadella, sacchi di spazzatura punteggiano i marciapiedi di Parma, buche in strada, lampioni spenti.
Mi colpisce anche e soprattutto il silenzio, convinto e insistente, su altri argomenti che toccano da vicino la nostra salute e il nostro ambiente, ma che risultano di differente maneggevolezza.
La difesa a spada tratta di un ecosistema urbano fa di noi cittadini attivi e sensibili, partecipi della vita del nostro agglomerato umano, osservatori lucidi del presente.
Più la sensibilità ecologista cresce, più di pari passo aumenta la precisione e il dettaglio dello sguardo.


Si leggono i particolari, si vorrebbe il puzzle con tutte le tessere al loro posto, seppur siano migliaia quelle che compongono il magnifico disegno.
Si osserva il panorama e ad ogni neo corrisponde un allarme, alte grida per portare l'attenzione su quel particolare, su quel caso degno di giustizia, perché segnale di degrado, di disordine, di disinteresse.
Tutto perfetto.
Tutto perfetto se lo sguardo mantenesse a fuoco l'orizzonte e non si manifestassero improvvisi cali di diottrie, angoli ciechi come certi specchietti retrovisori, che pur offrendo una vista complessiva del mondo nascondono scientemente parte di esso.
Mi colpisce il chiasso dei supposti amanti dell'ambiente su importanti seppur minuscoli particolari.
Mi colpisce il silenzio dei supposti amanti dell'ambiente su importanti ed anche enormi questioni.
Mi colpisce i loro leggero far finta di nulla, il loro fischiettare girandosi dall'altra parte.
Mi colpisce questo nero silenzio, un profondo dirupo di nulla per cancellare il tutto.
Persone, che senza timore di sé, gridano allo scandalo di bipedi e flora ammazzati, e tacciono coscientemente sulla trave che anche al loro occhio provoca fastidio.
Si recita.
Si recita la parte degli amanti dell'ambiente, dei pasionari dell'ecosistema, inorriditi e offesi dal disinteresse mostrato per i pennuti malati, l'erba non tagliata o tagliata troppo, i fusti scarsamente manutenuti o eccessivamente potati, attenti nel non andare oltre.
Si recita a soggetto.
E con convinzione si cancella dal dibattito il tema per eccellenza.
Per tanti motivi, sui quali emerge il dato politico, di appartenenza, di convenienza, di schieramento.
Non potendo criticare scelte del proprio recinto, pena esclusioni e allontanamenti, con audacia si cancella l'argomento dal proprio amabile conversare.
Dallo starnazzare impazzito sui laghetti opachi al silenzio di tomba su inutili caldaie.
Sappiamo bene come l'esistenza di un problema sia strettamente legata alla sua diffusione.
Coperto dalle comode piume di un'oca, si allontanano scomodi intrusi.

E si fa anche bella figura.