domenica 2 febbraio 2014

Fuoco sia

Forse è sempre stato così e solo oggi, con la massa di informazioni che circola, ne abbiamo semplicemente maggiore consapevolezza.
Un sistema, un'unica direzione, decisa dai soldi.
Il profitto è alla base di ogni scelta sbagliata.
Il profitto guida le coscienze.


Leggiamo quotidianamente gli scandali italiani che da nord a sud fanno emergere un Paese marcio fino alle fondamenta.
Su tutto domina il dato economico.
E' per soldi che si fanno scelte di un certo tipo, è per soldi che si nominano alcuni e non altri, è per soldi che si costruisce l'eterna finzione attorno a progetti inutili e dannosi ma presentati come “soluzioni ottimali per i cittadini”.
Tanto alla fine non ne risponde nessuno.
Il mostro cresce a arriva al tetto.
Nel frattempo le schermaglie legali sono azzoppate dai tempi ciclopici della giustizia.
E alla fine nessuno se la sente di distruggere niente.
Tutto è pronto, anche la vernice scintillante, i colori blu cielo, gli skyline di grido, perfino i termini dolci per la pillola amara che i cittadini saranno chiamati ad ingoiare.
E il parterre è pronto a festeggiare l'ennesimo trofeo.
Poco male che per la strada si perda un po' di credibilità, che con la complicità di pochi si scopra un poco la coperta di melassa e si intraveda il losco tramestio.
Piccole imperfezioni presto debellate da un ultimo colpo di vernice.
Così va l'Italia, con la semplice complicità di cittadini distratti, riuniti una volta alla settimana per il grande gioco di distrazione che tanto lenisce il dispiacere e fa tirare avanti, per altri sette giorni.
E' vero che ogni Paese ha sulle poltrone chi si è meritato, chi si è scelto, specchio puntuale del livello di coscienza del popolo.
Ci meritiamo tutto ciò.
Ci meritiamo gli sbuffi oltre rotaia veloce, i goffi monumenti sul nulla, le casse vuote e alcuni portafogli pieni.
Quelli siamo noi.
E siamo senza speranza.