venerdì 9 giugno 2017

Rudo democratico

Raccolta Differenziata vs Rudo Democratico.
Se arriva da OltrEnza pare che la spazzatura perda improvvisamente il suo tipico olezzo e diventi fine carburante per le bocche fameliche dell’inceneritore di Ugozzolo.
Così, il rudo made in Reggio Emilia supera del doppio la produzione di Parma e oscura il cielo cittadino con simpatiche nubi piddine di miasmi superfini, incolori, innumerabili.


In 4 mesi del 2017 il camino di Iren ha bruciato rifiuti come se ne fossero passati 6.
Dopo essersi sorbiti i nostri rifiuti per anni e aver finalmente spento il loro camino, i cittadini reggiani oggi non si preoccupano minimamente di recapitare in terra parmigiana montagne di sacchi neri.
La raccolta differenziata reggiana langue? Don’t worry, c’è il camino di Parma a un tir di Tir! Comodo, economico, efficiente.
Tanto in Regione si sa chi comanda e i regolamenti vanno e vengono, a suon di deroghe e/o modifiche in itinere.
Eppure i regolamenti comunitari sono chiari e i reggiani dovrebbero applicarli: raccolta differenziata spinta, tariffazione puntuale, riduzione dell’indifferenziato.
Una ricetta che se funziona a Parma…
I nostri vicini dovrebbero vivere male questa situazione di grave ritardo e attrezzarsi: occorre solo volontà politica e decisione. Ci sono?
La notizia del brucia-brucia dell’inceneritore è l’ennesima conferma della teoria enunciata in tempi non sospetti da Gcr: il forno di Parma non servirà alla città, ma a più ampie politiche regionali.
Un nuovo enorme camino non viene certo costruito per gettare al vento 200 milioni di euro e le norme e le regole si possono sempre emendare e ciò che è proibito oggi può diventare più che lecito domattina. In un espace d’un matin.
Parma capitale dei rifiuti è il progetto sporco di fuliggine accarezzato da anni da tutti gli esponenti locali, di sinistra ma anche di destra nell’era ubaldiana. Tutti insieme appassionatamente per dare a Parma il vanto della grande bocca mangiatutto.
Come sappiamo, purtroppo, nulla sparisce e nemmeno con la spazzatura riesce l’incantesimo.
Per una questione di leggi fisiche finora non messe in crisi dalle hola pro incenerimento, immessa nel forno una tonnellata di rifiuti altrettanta dall’altra porta del forno ne esce.
Una tonnellata di fumi, scorie, veleni, polveri ultrafini, molecole infinitesime che fuggono nell’aria circostante per poi depositarsi anche a decine di chilometri dal camino.
Di certo ciò che esce da un inceneritore è forzatamente più pericoloso di ciò che entra.
Materia stabile e inerte in entrata, fumi ricchi di veleni in uscita.
A pochi giorni dal voto, è utile ricordare il summit parmigiano della sinistra di 6 anni orsono (2011).
Un utile esercizio per comprendere come i democratici siano capaci di razzolare malissimo nonostante le belle prediche.
Dal palco, all’apertura della campagna elettorale dopo il crack in Comune, in vista delle elezioni 2012, lo slogan era “ascoltare la città” (Pagliari) e i cittadini, dopo gli anni sordi del corso Ubaldi-Vignali.
In contemporanea, sotto il palco, veniva trascinato fuori con maniere brusche Francesco Barbieri, attivista di Gcr e strenuo oppositore del forno.
https://youtu.be/gXaYVb5MjLI

A imperitura memoria.

lunedì 5 giugno 2017

Affetto Parma

Il sì a Federico Pizzarotti, e a Gabriele, Nicoletta, Cristiano...

L’endorsement verso Federico Pizzarotti è un piccolo grazie per 5 anni di fatica portati a termine con la leggerezza dei giovani e degli ottimisti.
Nel 2012 il Movimento 5 Stelle aveva vinto con sorpresa le elezioni comunali di Parma, battendo il candidato bollito del Pd.
Parmigiano è stato il primo governo importante del Movimento in Italia.
Ma Parma è stata una eredità amara, fatta di debiti enormi, guasti terribili, cantieri abbandonati.


I VaffaBoys si sono fatti su le maniche, senza lasciarsi mai abbattere, mentre il Movimento 5 Stelle li abbandonava, facendo mancare l’appoggio nazionale, il sostegno del gruppo e dei gruppi.
Forse la personalità di Pizzarotti metteva in ombra quella del capo, il suo essere fedele ai valori del movimento metteva in crisi una organizzazione ancora difettosa di vera democrazia e gestione tra pari.
Un enorme peccato per un partito che oggi può aspirare al governo del Paese ma che ha in sé ancora molti difetti di immaturità.
Davanti alle macerie di una città sull’orlo del fallimento i Pizza Boys si sono presi le responsabilità che i cittadini avevamo dato loro.
E sono passati all’azione.
Cinque anni di sfide e di sudore che hanno però riconsegnato ad una città prima smarrita l’orgoglio, la fierezza, la voglia di riscommettere sulle proprie eccellenze.
Così è stata vinta la battaglia sui rifiuti. Nonostante l’enorme inceneritore voluto dal Pd alle porte della città oggi Parma è all’80% di raccolta differenziata ed ha dimezzato la produzione di rifiuto indifferenziato.
Il suo modello di gestione è un esempio che ha travalicato i confini nazionali, con l’assessore Folli invitato a spiegare il miracolo di una città di 200 mila abitanti che applica il porta a porta con tariffazione puntuale senza un solo cassonetto in strada. Un assessore con la A maiuscola.
Così dai tetti di tutte le scuole è stato eliminato l’amianto (8.500 mq) e molte di esse sono state ristrutturate (17), alcune ricostruite, trasmettendo un forte messaggio sull’attenzione del governo alla cura del nostro futuro, con un enorme impegno sul settore educativo da parte dell'assessore e vicesindaco Nicoletta Paci.
Così sono state chiuse tante società partecipate svilite da debiti e investimenti creativi, riducendo il debito del comune del 50%.
Così si sono creati molteplici eventi e sinergie per il rilancio del turismo e dell’incoming registrando un impressionante incremento di arrivi e presenze (+25%), una città di nuovo attrattiva, terza in regione dopo Rimini e Bologna.
Una fra tutte le iniziative riuscite “Parma Città Creativa della gastronomia Unesco”, sotto la regia dell'assessore Cristiano Casa.
Così si sono mantenuti i servizi nonostante il calo drastico dei contributi statali riuscendo a mantenere alto il livello qualitativo.
Così è stato risanato il teatro Regio riportando pubblico e incrementando le rappresentazioni, rafforzando il festival Verdi, sostenendo il sistema teatrale.
Così è stata aperta la casa comunale rendendo trasparente ogni atto di governo, tutto online sul sito istituzionale.
Così sono stati finanziati progetti proposti dai cittadini.
Così è stato approvato il piano strategico di mobilità sostenibile.
Così la città si è distinta per l’attenzione alle pari opportunità, concretizzando nel quotidiano l’articolo 3 della nostra Costituzione.
Si meritano un secondo giro. E se lo merita anche la città, oggi libera di affrontare le sfide future con rinnovato vigore e motivata fiducia.
E con risultati di eccellenza che ci invidiano in tanti.
Se lo merita Federico Pizzarotti, sindaco che trascorsi 5 anni non ha smesso di essere cittadino a servizio dei cittadini e non ha cambiato di una virgola il suo atteggiamento di semplicità, schiettezza, realismo.
Dimostrando affetto per la città.

sabato 1 aprile 2017

Federico Pizzarotti torna nel M5S

Non potevamo aspettare domani, la notizia andava data proprio oggi.
Beppe Grillo avrebbe deciso di riabbracciare il primo cittadino di Parma, appunto Federico Pizzarotti, dopo 5 anni di scontri, litigi e fraintendimenti, sfociati poi nell'addio al Movimento da parte del sindaco parmigiano.


La svolta è evidentemente legata all'annuncio della data delle elezioni amministrative, che vedranno anche Parma andare alle urne per eleggere il nuovo consesso cittadino, il prossimo 11 giugno.
Il motivo dell'improvvisa quanto inaspettata giravolta, l'ennesima di Beppe Grillo, sta tutta dentro il M5S, anche a Parma diviso in fazioni e contro fazioni che stanno affossando il movimento sul territorio.
Così la scelta di tornare indietro nel tempo sarebbe dettata della certezza di poter conquistare di nuovo lo scettro di Parma e continuare l'esperienza ducale a 5 stelle.
Federico Pizzarotti aveva pochi mesi fa deciso la fuoriuscita dai pentastellati per fondare un proprio movimento, Effetto Parma, che sta ora raccogliendo il favore di altri delusi a 5 stelle, che utilizzando l'acronimo stanno pensando a tanti Effetti Parma distribuiti lungo lo Stivale.
Tra tutti il più evidente è Effetto Genova, dove un altro autogol sta mettendo in subbuglio il movimento del Vaffa Day.
Certamente questa svolta, perché sicuramente l'effetto dirompente ci sarà, segnerà probabilmente il salto definitivo del Movimento 5 Stelle verso il governo del Paese.
Il rientro infatti di Pizzarotti indica il riportare a casa l'esperienza di governo che mancava al movimento per imboccare la strada di un'alternativa credibile ed efficace alla malapolitica italiana, mentre Roma ancora soffre per l'immane sfida.
L'esperienza di 5 anni alla guida di Parma, dal quasi fallimento delle casse comunali al rilancio della città a 360 gradi, è un fiore all'occhiello che ora il M5S potrà mostrare sulla propria divisa d'ordinanza, prova provata del saperci fare, del potersi fidare.
La rivoluzione tranquilla di Parma ha fatto così che si creasse un nuovo corso di politica legata alle cose da fare, alle maniche da rimboccare, per servire i cittadini senza scelte di bottega, senza spese pazze, senza investimenti a carico dei contribuenti.
E forse impegnare di nuovo Pizzarotti a Parma serve per tenerlo impegnato, quando il M5S dovrà assumersi l'onere della guida di Palazzo Chigi.

domenica 21 agosto 2016

Sacchi neri e pifferai magici

Se fosse così facile come nelle fiabe, non saremmo qui a parlarne un giorno sì e l'altro pure.
Non esiste il pifferaio suadente che ammaestri i sacchi dei rifiuti o, meglio ancora, i latori degli stessi, convincendoli al rispetto delle regole.
Nella raccolta differenziata, Parma brilla a livello nazionale per i risultati sorprendenti del suo sistema (oltre il 75% di RD), tali da richiamare commissioni internazionali interessate a simili percentuali e da rinvigorire tutto il Movimento sostenitore della strategia “Rifiuti Zero”, che oggi l’Europa reclama a gran voce, promuovendo al tempo stesso l'economia circolare: ogni genere di rifiuto rappresenta un errore di progettazione e non un destino ineluttabile; ogni oggetto deve poter essere recuperato e reimmesso al consumo attraverso le operazioni ormai note della riparazione, riuso, riciclo.
E' la lezione partita molti anni fa da Capannori (Lucca) e che oggi coinvolge 224 comuni italiani (4,7 milioni di abitanti) di tutti gli schieramenti politici, riuniti in Zero Waste, il movimento guidato da protagonisti assoluti come Rossano Ercolini, Paul Connett, Enzo Favoino, Patrizia Lo Sciuto.
Ma, ovviamente, non esistono sistemi perfetti e occorre tempo per raggiungere l'eccellenza (un valore prossimo al 100% di riciclo effettivo), considerato che senza il contributo legislativo nazionale e regionale, il traguardo non sarà facilmente raggiungibile nel breve periodo.
Va anche sottolineato che da quando a Parma è stato attivato il Porta a Porta sono stati introdotti diversi aggiustamenti per far fronte alle criticità emerse ed adattare il sistema alle esigenze dei cittadini dei vari quartieri (vedi ad esempio le eco station o i ritiri più frequenti in centro).
Il Porta a Porta (con tariffazione puntuale) è l'unico strumento davvero vincente se lo scopo concreto delle amministrazioni locali è quello di azzerare i rifiuti.
Il Porta a Porta affida la prima differenziazione dei rifiuti ai cittadini, che diventano “esperti di rifiuti”, o meglio di materiali da scartare, indirizzando ogni oggetto e materiale al suo flusso specifico.
Una ricetta semplice che porta con sé 3 risultati eclatanti: si incrementa il tasso di riciclo, cala in modo drastico il rifiuto residuo, si verificano importanti benefici ambientali, oltre ad una sensibile riduzione dell’importo della Tari.
L'incremento dei materiali riciclati ha come diretta conseguenza maggiori introiti nelle casse comunali: i materiali prodotti dal Porta a porta hanno molto valore, perché sono più puliti e di conseguenza più pagati dai Consorzi del riciclo (Co.Re.Pla., Co.Re.Ve., etc.).
Il calo del rifiuto residuo fa risparmiare tanti soldi, perché diminuiscono in modo importante i conferimenti in discariche ed inceneritori e l'ambiente tira letteralmente un sospiro di sollievo, poiché si riducono gli inquinanti prodotti da questi sistemi di smaltimento molto impattanti.
Ma nel Porta a Porta i pifferai non sono certo previsti.
Se un cittadino non rispetta le regole il sistema ovviamente ne risente.
Il sacco abbandonato, come i mozziconi buttati a terra o i rifiuti gettati dai finestrini, sono gesti di inciviltà dei singoli, non imputabili al sistema adottato.
Con pazienza certosina va intercettato chi per motivi vari (per es. utenti evasori) ostinandosi a non rispettare le regole, fa pagare alla collettività la propria personale indifferenza.
In materia di rifiuti oltre che richiamare la responsabilità dei produttori di imballaggi e beni di consumo, sicuramente occorre rimarcare il senso di responsabilità civica di ognuno di noi, che si deve assumere la responsabilità della corretta selezione e conferimento dei propri scarti.
E per gli irriducibili del degrado nessun magico pifferaio, ma solo salate sanzioni.

lunedì 15 agosto 2016

C'è tutto un mondo intorno

Mai le persone reali saranno all'altezza dei bit

Non presenti nel presente.
Stiamo cadendo tutti (o quasi) nella trappola della connessione perpetua.
Siamo costantemente “attaccati” ad uno schermo, telefonico, tablet o pc che sia, e gli effetti li possiamo vedere a tutte le ore, ovunque poniamo lo sguardo.
Capi chini, colli inclinati, sguardi disconnessi dal qui e ora.
La connessione perpetua fa rima con disconnessione dal reale.
Le scene sono consuetudine.


Ogni persona con il proprio terminale, che vive di ciò che trova dentro lo schermo, isolandosi dal luogo in cui è.
Ai tavoli dei ristoranti e nelle sale colazioni degli hotel, nelle reception, alle fermate degli autobus, sui treni, sugli autobus, in spiaggia, al bar, negli uffici pubblici, tra il pubblico degli spettacoli, conferenze, incontri.
Ovunque e in qualunque momento, come se avessimo l'angoscia di avere anche solo un momento di distrazione, di vuoto, di “non ho niente da fare”.
Così è sempre un non qui, non ora.
Non presenti, quindi non consci di cosa vediamo, di dove siamo, di chi abbiamo accanto, del mondo che ci circonda e delle meraviglie che ha in sé.
Il contatto virtuale è semplice, ci libera dal porre tutto noi stessi di fronte all'altro.
Una chiacchierata via uots permette di cesellare il dialogo, di nasconderci, di rimandare sine die il confronto reale, di conoscere senza conoscere chi è al di là dallo schermo.
Con la conseguenza che poi la realtà ci annoia, mai così colorata e cangiante come il mondo irreale virtuale. La droga raffinata dello schermo ci nasconde il reale, offuscandone le tinte meravigliose.
Mai le persone in carne ed ossa saranno all'altezza di quelle “conosciute” via bit.
Eppure... c'è tutto un mondo intorno.

domenica 7 agosto 2016

Applausi a sacco aperto

Il rifiuto rifiutato

E' ancora scontro aperto con i nostri rifiuti.
Siamo noi a produrli ma vorremmo che fossero altri ad occuparsene.
Sostengono alcuni: “Paghiamo salato il servizio, ci pensino loro”.
Trattiamo i nostri rifiuti ancora con un vecchio metro di giudizio.
Ciò che scartiamo diventa seduta stante sporco, puzzolente, intoccabile.
Come uno di famiglia che ha frequentato casa fino a pochi istanti prima di essere considerato un paria.


Piace molto criticare il sistema di gestione dei rifiuti.
Perché fa audience, raccoglie con certezza adesioni, al di là delle posizioni politiche.
Criticare il sistema di gestione dei rifiuti è sparare sulla croce rossa: centro garantito.
Basta proporre un unico enorme cassonetto stradale, dove poter gettare qualunque cosa vogliamo scartare, a qualunque ora del giorno e della notte.
Applausi a sacco aperto.
Soffermandosi sulle notizie da nord a da sud, si lamenta chi non ha la differenziata e chi ce l'ha, chi ha il porta a porta e chi non ce l'ha, chi è al 10% di differenziata come chi è all'80%.
Perché, come detto sopra, siamo ancora in una cultura di rifiuto del rifiuto, di errata identificazione dell'oggetto.
Il rifiuto un attimo prima dell'averlo scartato era cibo, profumato e fragrante sulle nostre tavole.
Il rifiuto appena scartato era un imballaggio, proteggeva i nostri acquisti, ne permetteva l'uso e la conservazione.
Il rifiuto appena scartato era un arredo, un giocattolo, un flacone di profumo, un cd.
Il rifiuto non era rifiuto e neanche lo diventa.
Il rifiuto rimane quello che era: plastica, carta, cartone, materia organica, vetro, tetrapack.
Può essere ancora utilizzato, mantenendo il suo valore intrinseco.
Basta separarlo in mucchi omogenei in modo che raggiunga la piattaforma corretta di riciclo.
Se attribuiamo il corretto valore agli scarti smettiamo di considerarli spazzatura e cambiamo completamente atteggiamento, vedendoli finalmente per quello che sono.
Perché il modo di gestire gli scarti incide direttamente sulla bolletta che la nostra amministrazione locale sarà tenuta a pagare al gestore dei rifiuti.
Se gestisco correttamente i miei scarti la bolletta sarà positiva, altrimenti il mio comune dovrà pagare il conto, che poi farà pagare a noi contribuenti.
I cittadini hanno l'opportunità quindi di scegliere se perdere o guadagnare dalla gestione dei rifiuti.
Una democrazia diretta senza eguali.
Osserviamo ogni giorno lo sperpero di denaro pubblico, quindi nostro.
Ai lati delle strade fioriscono rifiuti di ogni genere, che automobilisti senza dignità hanno provveduto a lanciare dai finestrini.
Davanti alle tabaccherie molti fumatori si liberano con gesto naturale di plastiche a cartine che imballavano il loro pacchetto di sigarette. Gli stessi cultori del tabacco riempiono l'ambiente di cicche inquinanti, ricche di sostanze chimiche, che inquineranno i terreni per anni.
Guardate i fossi, le spiagge, i fiumi e i mari, e le loro collezioni di porcherie.
Camini di impianti obsoleti bruciano sena tregua materiali riciclabili, rilasciando in atmosfera migliaia di sostanze inquinanti.
Si bruciano perfino le munizioni.

E il pianeta non ringrazia.

venerdì 5 agosto 2016

Ho cenato a Mercatiamo

Ho passato il pomeriggio in compagnia di Mercatiamo e di Wopa, lo spazio dell'ex Manzini che ospita, da un anno ormai, il mercato di produttori locali.
L'ex Pasubio è un luogo unico a Parma. La fu fabbrica trasuda fatica e vita, luoghi sperimentati, spazi fuori del comune che lasciano vagare in libertà il sogno.


Sono state ore ben spese a riscoprire agricoltori appassionati del loro lavoro, a conoscere visi franchi e storie di alzate quando ancora fa buio, per aspettare il calar del sole tra un filare e l'altro.
Perché è la terra che genera i frutti migliori, non c'è industria o grande distribuzione che tenga.


Perché ho preso verdure che questa mattina erano ancora in campo e frutta che ancora all'alba di questo giorno soggiornava sull'albero.
E allora non c'è storia.
Vedo le mani di chi coltiva, cresce e accudisce ciò che mangerò questa sera.
Perché mi porto a casa una cena con i fiocchi.
Anticipata da focaccia e torte di verdura, accompagnate da birra artigianale, tutto made in Mercatiamo, insieme agli amici che questo anno ci ha regalato senza chiedere nulla in cambio.
Una cena che oggi non solo possiamo sognare ma anche gustare con facilità.
Insalata croccante e rosso cuore di bue, con olio extravergine di oliva della Lunigiana.
Pane ai cereali a pasta madre e croccanti cracker al sesamo.
E torte di patate, di riso, di erbetta, insieme al morbido prosciutto di maiale nero.
Cetrioli, zucchini, fiori di zucca, peperoni, zucche saporite per il risotto.
Susine gialle deliziose, e pesche, nocipesche, fichi, pere.
E crostata di frutta e al cioccolato e pere.
E il vino, prosecco o lambrusco per tutti i palati, per fare compagnia all'altezza ai cibi squisiti.
Riscopro i sapori delle stagioni e il gusto che credevo sparito per sempre dai prodotti dalla terra.
Riscopro il valore della frutta colta matura, della foglia verde ancora croccante e densa di gusto, dei pomodori antichi ricchi di sapore dolce, dei peperoni da accompagnare a una pasta o da gustare soli, delle melanzane saporite e dei cocomeri dolcissimi e pieni di estate.
Mercatiamo si ferma due settimane, il prossimo appuntamento è per venerdì 26 agosto, in via Palermo 6 (entrata su via Catania), dalle 16 alle 19,30, per godere dei frutti della natura, quando natura li crea.

Io intanto ho fatto scorta.